Beethoven

Posted by on July 16, 2020

Quartetto Noûs Filippo Gorini, pianoforte Valery GergievBeatrice Rana Omaggi a Beethoven Symphony No. 5 Conducted by Fabio Luisi Danish National Symphony Orchestra/DR SymfoniOrkestret Recorded live at DR Koncerthuset, Copenhagen, Denmark Maggio 2019 Ludwig van Beethoven Sinfonia n. 5 in do minore, op. 67 Elio Boncompagni direttore Orchestra del Teatro Massimo Bellini di Catania Pubblicato da

Quartetto Noûs

Filippo Gorini, pianoforte

Valery GergievBeatrice Rana

Omaggi a Beethoven

Symphony No. 5

Conducted by Fabio Luisi
Danish National Symphony Orchestra/DR SymfoniOrkestret

Recorded live at DR Koncerthuset, Copenhagen, Denmark

Maggio 2019

Ludwig van Beethoven
Sinfonia n. 5 in do minore, op. 67

Elio Boncompagni direttore
Orchestra del Teatro Massimo Bellini di Catania

Pubblicato da Elio Crociani su Lunedì 25 settembre 2017

La Compagnia Zappalà Danza per la prima volta in scena

al Teatro Comunale di Bologna con

LA NONA (dal caos, il corpo)

dal 28 al 30 settembre

LA NONA (dal caos, il corpo), su musica di Ludwig van Beethoven, segna il debutto della Compagnia Zappalà Danza nel teatro felsineo: terzo capitolo del progetto Transiti Humanitatis, ideato da Nello Calabrò e Roberto Zappalà e vincitore del Premio Danza&Danza 2015 (Produzione Italiana dell’Anno), il balletto arriva sul palcoscenico del Comunale per tre serate consecutive – il 28 (ore 20.00), 29 (ore 18.00) e 30 settembre (ore 18.00). Fonte d’ispirazione del progetto – che vede la firma di Roberto Zappalà per coreografie, regia, scene e luci – è la celebre Sinfonia n° 9 op. 125 “Corale” di Beethoven, nella trascrizione per due pianoforti di Franz Liszt, interpretata per l’occasione dai pianisti Luca Ballerini – che torna nella sua città d’origine – e Stefania Cafaro, e dal controtenore Riccardo Angelo Strano, impegnato nel celebre An die Freude (“Inno alla gioia”) di Friedrich Schiller.

Roberto Zappalà, fondatore e direttore artistico dell’ensemble siciliano, propone una riflessione sull’uomo e sull’umanità, sulla sua condizione di perenne conflitto e sulle speranze di solidarietà universale scegliendo come materiale musicale la sinfonia divenuta simbolo di pace e fratellanza per eccellenza. Ma il mondo a cui la compagnia indirizza il suo “bacio” è quello di oggi, globalizzato e allo stesso tempo diviso, la cui spaccatura più profonda e dolorosa è quella con la cultura arabo/musulmana, presente visivamente sulla scena e nei costumi insieme alle altre maggiori confessioni religiose del pianeta. Salvatore Sciarrino definisce il primo movimento della NonaSinfonia un “caos primordiale”, proprio come l’umanità che danza nello spettacolo è un’umanità che si sviluppa da un processo di accumulazione, da una pluralità di intrecci e microstorie conflittuali “negative”, che sfociano, nella seconda parte, nella pacificazione dell’Adagio e nella gioia finale del quarto movimento. Una danza potente, che prende le mosse dall’iniziativa del singolo e cresce per progressiva aggiunta di danzatori, per calare le monumentali pagine beethoveniane nel nostro mondo lacerato dai conflitti.

Nata nel 1990, la Compagnia Zappalà Danza è considerata oggi dalla critica europea una delle più interessanti realtà della danza contemporanea italiana: si distingue per un repertorio ampio e articolato, frutto del lavoro sinergico di Roberto Zappalà e del drammaturgo Nello Calabrò che negli anni hanno tracciato un percorso progettuale in continua espansione che ha permesso la realizzazione di produzioni di diversa tipologia, dalle creazioni intime per pochi danzatori a quelle con l’intera compagnia per grandi teatri, e ancora elaborazioni per spazi poco convenzionali. Nel 2015 Scenario Pubblico/Compagnia Zappalà Danza ha inoltre ottenuto il riconoscimento del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali come Centro Nazionale di Produzione della Danza.

Il balletto LA NONA (dal caos, il corpo) è realizzato grazie al sostegno di Ducati Energia.

I biglietti (da 75 a 10 euro) sono in vendita online sul sito tcbo.it e presso la biglietteria del Teatro Comunale.

GALA

IX SINFONIA DI BEETHOVEN

Arena di Verona

15 agosto 2017 – ore 22.00 

Martedì 15 agosto alle ore 22.00 è in programma la terza serata evento del Festival Lirico 2017: nell’anfiteatro veronese risuoneranno le celeberrime note della IX Sinfonia di Beethoven diretta da Daniel Oren, con le voci soliste di Erika Grimaldi (soprano), Daniela Barcellona (contralto), Saimir Pirgu (tenore) e Ugo Guagliardo (baritono). Le luci sono di Paolo Mazzon; Orchestra e Coro dell’Arena di Verona

La Sinfonia n. 9 in re minore per soli, coro e orchestra op. 125 è l’ultima tra le sinfonie composte da Ludwig van Beethoven, che riceve la commissione dalla Società Filarmonica di Londra nel 1817. La principale opera di stesura avviene tra il 1822 e il 1824, data di completamento dell’autografo; Beethoven aveva concepito l’idea di scrivere due sinfonie di dimensioni e carattere insoliti, una delle quali puramente strumentale, l’altra con l’intervento del canto. A questi due progetti se ne aggiunge un terzo, che dà unità e compimento al lavoro: mettere in musica l’Ode alla Gioia di Friedrich Schiller. La libertà politica e di pensiero, essenza della Gioia illuminista e concetto cardine dell’ode schilleriana, era infatti un tema assai caro a Beethoven che aveva fatto propri quegli ideali permeati di laica religiosità e di slancio universalistico. Il desiderio di Beethoven di musicare l’ode schilleriana risaliva almeno al 1793 e aveva trovato più volte un principio d’esecuzione: esistono infatti primi appunti già a partire dal 1798.

L’ode “Freude, schöner Götterfunken, Tochter aus Elysium”, pubblicata nel 1785 sulle pagine della rivista teatrale “Rheinische Thalia”, era già stata messa in musica, fino dal 1786, circa quaranta volte in veste liederistica o corale. L’Ode alla Gioia in realtà era stata intitolata da Schiller Ode alla Libertà e Beethoven la conosceva con questo titolo; il cambiamento avviene ad opera della censura austriaca, vista la somiglianza tra i vocaboli Freiheit, libertà, e Freude, gioia. L’Ode alla Gioia diventa quindi il finale della nuova, unica sinfonia: i primi tre movimenti sono esclusivamente sinfonici, mentre le voci di quattro solisti (soprano, contralto, tenore e baritono) e coro, sono inseriti da Beethoven solo nel finale.

La IX Sinfonia viene eseguita per la prima volta il 7 maggio 1824 al Theater am Kärntnertor di Vienna, in un programma beethoveniano che comprendeva tre brani della Missa Solemnis e l’ouverture Die Weihe des Hauses. Il successo di questa prima esecuzione è enorme: sebbene la IX Sinfonia fosse di comprensione assai ardua, si racconta che il pubblico abbia tributato a Beethoven applausi a scena aperta. Solo l’autore non se ne avvede, a causa della grave sordità che lo affliggeva, fino a quando la cantante Carolina Unger lo prende per mano e gli mostra la folla che agitava cappelli e fazzoletti.

Si tratta senza dubbio di una delle più celebri partiture di tutto il repertorio sinfonico, e certamente uno dei più grandi capolavori di Beethoven. Il tema del finale, riadattato da Herbert von Karajan, è stato adottato nel 1972 come Inno europeo. Nel 2001 la composizione è stata dichiarata dall’UNESCO “Patrimonio dell’Umanità” attraverso l’iscrizione come 69° documento nel programma “Memoria del Mondo”, istituito nel 1992: i caratteri di universalità di cui la sinfonia è portatrice risuonano come un manifesto nel coro finale, un’esortazione agli uomini di tutto il mondo ad abbracciarsi fraternamente.

La IX Sinfonia è stata eseguita per la prima volta in Arena nel 1927, mentre l’ultima rappresentazione sul palcoscenico veronese risale al 1981. Per questa serata è impegnato sul podio Daniel Oren, uno dei direttori più amati dal pubblico areniano, che descrivendo il suo approccio alla musica di Beethoven ha detto che «la Nona è tra le composizioni più vicine all’uomo moderno e alla condizione di crisi che lo travaglia. Ed è qualcosa che noi esecutori avvertiamo per primi e ci impegniamo ad esprimere con la maggior chiarezza possibile nell’intera sua consequenziale costruzione, dalle prime note all’esplosione finale dell’Inno alla Gioia. È del resto quel che aveva perfettamente intuito Wagner: “L’ultima sinfonia di Beethoven redime la musica, per la sua intima virtù e la porta verso l’arte universale dell’avvenire”. L’avvenire siamo noi e chi verrà dopo di noi».

Nelle parti soliste troviamo le voci del soprano Erika Grimaldi, al suo debutto in Arena, del contralto Daniela Barcellona, del tenore Saimir Pirgu e del baritono Ugo Guagliardo. Le luci dello spettacolo sono firmate dall’areniano Paolo Mazzon. Impegnati l’Orchestra e il Coro – preparato da Vito Lombardi – dell’Arena di Verona.

Pubblicato da Elio Crociani su Mercoledì 16 agosto 2017

Pubblicato da Elio Crociani su Giovedì 14 aprile 2011

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