Turandot

Posted by on August 14, 2020

https://metoperafree.brightcove.services/?videoId=6178070193001 Conductor Paolo Carignani Regia Franco Zeffirelli Set designer Franco Zeffirelli Costume designers Anna Anni and Dada Saligeri Lighting designer Gil Wechsler Choreographer Chiang Ching Stage director David Kneuss Turandot Nina Stemme Liù Anita Hartig Calàf Marco Berti Timur Alexander Tsymbalyuk Emperor Altoum Ronald Naldi Ping Dwayne Croft Pang Tony Stevenson Pong Eduardo Valdes Three

https://metoperafree.brightcove.services/?videoId=6178070193001

Conductor
Paolo Carignani

Regia
Franco Zeffirelli

Set designer
Franco Zeffirelli

Costume designers
Anna Anni and Dada Saligeri

Lighting designer
Gil Wechsler

Choreographer
Chiang Ching

Stage director
David Kneuss

Turandot
Nina Stemme

Liù
Anita Hartig

Calàf
Marco Berti

Timur
Alexander Tsymbalyuk

Emperor Altoum
Ronald Naldi

Ping
Dwayne Croft

Pang
Tony Stevenson

Pong
Eduardo Valdes

Three masks
Elliott Reiland
Andrew Robinson
Amir Levy

Mandarin
David Crawford

Executioner
Arthur Lazalde

Prince of Persia
Sasha SeminH

Hndmaidens
Anne Nonnemacher
Mary Hughes

Temptresses
Jennifer Cadden
Oriada Islami Prifti
Rachel Schuette
Sarah Weber-Gallo

 Festival Puccini Torre del Lago 2016

Regia Enrico Stinchelli
Scene Ezio Frigerio
Costumi Franca Squarciapino

Rebeka Lokar, Vladaimir Reutov, Ernesto Morillo, Rudy Park e Francesca Cappelletti

Conductor Jacopo Sipari di Pescasseroli

Torre del Lago Festival 2018

Turandot  Makvala Aspanidze
Calaf  George Oniani
Liù  Tinatin Mamulashvili
Timur  Ramaz Chikviladze
Ping  Andrea Zaupa
Pang  Blagoj Nacoski
Pong  Carlos Natale
A Mandarin  Gia Asatiani
The Emporer  Aleksandre Dekanoidze

Conductor Zaza Azmaiparashvili
Orchestra of the Tbilisi Z. Paliashvili Opera and Ballet State Theatre
Chorus of the Tbilisi Z. Paliashvili Opera and Ballet State Theatre
Chorus Master Avtandil Chkhenkeli, Shalva Shaorshadze

Regia Alfonso Signorini
Stage Designer Carla Tolomeo
Costume Designer Fausto Puglisi, Leila Fteita
Lightning Designer Stefano Gorreri, Amiran Ananiashvili

Terme di Caracalla, 15 luglio 2015

DIRETTORE Juraj Valčuha
REGIA, SCENE, COSTUMI, LUCI Denis Krief
MAESTRO DEL CORO Roberto Gabbiani

Turandot Iréne Theorin
L’imperatore Altoum Max René Cosotti
Timur Marco Spotti
Il principe ignoto (Calaf) Jorge de León
Liù Maria Katzarava
Ping Igor Gnidii
Pang Gianluca Floris
Pong Massimiliano Chiarolla
Un mandarino Gianfranco Montresor

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA
con la partecipazione della Scuola di Canto Corale del Teatro dell’Opera di Roma

https://ok.ru/video/1525873314512

Nicola Martinucci "Nessun Dorma" Turandot, Puccini 2001 Teatro alla Scala di Milano

23 Giugno 2001, SabatoRappresentazione al Teatro alla Scala di Milano di "Turandot" di Giacomo Puccini, dirige Georges Prêtre.Nicola Martinucci (Calaf), Alessandra Marc (Turandot), Cristina Gallardo-Gomes (Liu'), Andrea Papi (Timur), Regia Keita Asari.Un’edizione che avrebbe dovuto dirigere Giuseppe Sinopoli scomparso 2 mesi prima. Lo sostituì Georges Prêtre la cui direzione fu accolta con freddezza e riserve da alcuni critici, che in tal modo forse volevano rendere omaggio al Maestro scomparso. Subentrare a chi non c’è più è sempre impresa ardua e almeno per questo Prêtre merita tutto il plauso possibile. Regia di Keita Asari. Protagonista Alessandra Marc, che sedici anni fa era un po’ la Turandot di riferimento.La Gallardo-Domâs, e' una Liù sensibile e commovente, la Marc riesce a delineare una Principessa umana, fragile e piena di difese che rimane sconfitta dalla fermezza di Calaf e dall’amore sconfinato di Liù, umanità presente anche nel Calaf di Martinucci.Questa serata fu registrata dalla RAI.Nicola Martinucci "Nessun Dorma"

Pubblicato da Classica Revival su Lunedì 27 marzo 2017

Alessandra Marc, Nicola Martinucci, Cristina Gallardo Domas, Andrea Papi

Conductor Georges Pretre
Orchestra del Teatro alla Scala
Coro del Teatro alla Scala
Chorus Master Robberto Gabbiani
Regia Keita Asari
Stage Designer Keita Asari
Costume Designer Keita Asari
Lightning Designer Sumio Yoshi

Published by RAI
TV Director Danilo Marabotto

http://www.teatroliricodicagliari.it/it/news/NEWS_2020/a_casa_col_teatro_lirico_turandot.html?fbclid=IwAR2Hw-3U6nE62QacEoCS3T3I5xd5c4ScpOgMGWckGc8HSN3ZZ-tuw9HGHaU

Turandot Maria Billeri
Calaf Rudy Park
Altoum Davide D’Elia
Direttore M° Giampaolo Bisanti
Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari
Teatro Lirico di Cagliari, 13/08/2014

Conductor Giampaolo Bisanti
Regia Pier Francesco Maestrini
Scene Pinuccio Sciola
Costumi Marco Nateri
Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari
Coro di voci bianche del Conservatorio di musica Cagliari
Nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari
Stagione lirica e di balletto 2014

Altoum
Gabriele Sagona (2-4-7-9-11)/Ralf Lukas (3-6-10) Turandot

Teresa Romano (2-4-7-9-11)/Tiziana Caruso (3-6-10) Adelma Enkelejda Shkoza

Kalaf
Timothy Richards (2-4-7-9-11)/Mikheil Sheshaberidze (3-6-10)

Barak
Gocha Abuladze (2-4-7-9-11)/Daniel Ihn-Kyu Lee (3-6-10)

La regina madre di Samarcanda Vittoria Lai

Truffaldino
Filippo Adami (2-4-7-9-11)/Enrico Zara (3-6-10)

Pantalone
Daniele Terenzi (2-4-7-9-11)/Simone Marchesini (3-6-10)

Tartaglia
Carlo Checchi (2-4-7-9-11)/Francesco Leone (3-6-10)

Una cantante Lara Rotili

Otto medici
Giampiero Boi, Daniele Loddo, Moreno Patteri, Fiorenzo Tornincasa, Gionata Gilio, Luigi Pisapia, Emilio Casali, Francesco Cardinale

https://metoperafree.brightcove.services/?videoId=6155286348001

Conductor
Yannick Nézet-Séguin

Production
Franco Zeffirelli

Set designer
Franco Zeffirelli

Costume designers
Anna Anni
Dada Saligeri

Lighting designer
Gil Wechsler

Choreographer
Chiang Ching

Revival stage director
Paula Suozzi

Tur andot
Christine Goerke

Calàf
Yusif Eyvazov

Liù
Eleonora Buratto

Timur
James Morris

Ping
Alexey Lavrov

Pang
Tony Stevenson

Pong
Eduardo Valdes

Emperor altoum
Carlo Bosi

Mandarin
Javier Arrey

Handmaidens
Maria D’Amato
Meredith Woodend

Three masks
Elliott Reiland
Andrew Robinson
Amir Levy

Executioner
Arthur Lazalde

Prince of persia
Sasha Semin

Temptresses

Natalia Alonso
Jennifer Cadden
La France
Oriada Islami
Sarah Weber Gallo

Registrazione d’epoca, tratta dall’Archivio Storico del Teatro Comunale di Bologna

DIRETTORE
Daniele Gatti

REGIA, SCENE E COSTUMI
Hugo De Ana

TURANDOT
Jane Eaglen

CALAF
Nicola Martinucci

LIÙ
Elisabeth Norberg-Schulz

TIMUR
Giorgio Giuseppini

PING
Armando Ariostini

PANG
Paolo Barbacini

PONG
Iorio Zennaro

ALTOUM
Pierre Lefebvre

UN MANDARINO
Riccardo Zanellato

PRINCIPE DI PERSIA
Luca Visani

MAESTRO DEL CORO
Piero Monti
Coro di voci bianche del TCBO diretto da
Silvia Rossi

LUCI
Vinicio Cheli

COREOGRAFIA
Leda Lojodice

ASSISTENTE ALLA REGIA
Enrico Conforti

ASSISTENTE ALLE SCENE
Lucia Goj

ASSISTENTE AI COSTUMI
Silvia Ayonimo

Orchestra, Coro e Tecnici del TCBO
Nuovo allestimento liberamente tratto dall’edizione del Festival di Macerata
Riprese: Movie Movie Bologna

Macerata Sferisterio Opera Festival 2017

France Dariz, Rudy Park, Davinia Rodriguez, Alessandro Spina, Andrea Porta, Marcello Nardis, Gregory Bonfatti, Stefano Pisani, Nicola Ebau

Conductor Piergiorgio Morandi
Regia Ricci/Forte
Choregraphe Martha Bevilaqua

https://www.raiplay.it/video/2020/03/Turandot-0c6ec6ff-1b19-406e-8af3-3c3854a666d3.html

Milano La Scala 1º maggio 2015

Turandot, principessa Nina Stemme
Altoum, imperatore Carlo Bosi
Timur, re tartaro spodestato Alexander Tsymbalyuk
Calaf, principe ignoto, suo figlio Aleksandrs Antonenko
Liù, giovane schiava Maria Agresta
Ping, gran cancelliere Angelo Veccia
Pang, gran provveditore Roberto Covatta
Pong, gran cuciniere Blagoj Nacoski
un mandarino Robert Bork
prima ancella Barbara Rita Lavarian
seconda ancella Kjersti Odegaard

Orchestra e Coro del Teatro alla Scala
Coro di Voci Bianche dell’Accademia del Teatro alla Scala
Maestro del coro Bruno Casoni
Direttore Riccardo Chailly

Novembre 2019

DIRETTORE
Valerio Galli

REGIA
Fabio Cherstich

VIDEO SCENE E COSTUMI
AES+F

Turandot
Hui He
28 30 1 4

Ana Lucrecia Garcia
29 31 5 7

TIMUR
In Sung Sim
28 30 1 4 7

Alessandro Abis
29 31 5

ALTOUM
Bruno Lazzaretti

CALAF
Gregory Kunde
28 30 1 4

Antonello Palombi
29 31 5 7

LIU’
Mariangela Sicilia
28 30 1 4

Francesca Sassu
29 31 5 7

PING
Vincenzo Taormina
28 30 1 4

Sergio Vitale
29 31 5 7

PONG
Cristiano Olivieri
28 30 1 4

Pietro Picone
29 31 5 7

PANG
Orlando Polidoro
29 31 5 7

Francesco Marsiglia
28 30 1 4

Un Mandarino
Nicolò Ceriani

TCBO &
Teatro Massimo Palermo, Badisches Staatstheater Karlsruhe

TURANDOT
Dramma lirico in tre atti e cinque quadri su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni
dalla fiaba teatrale omonima di Carlo Gozzi
Musica di GIACOMO PUCCINI

Turandot REBEKA LOKAR
Liù VITTORIA YEO
Timur GIACOMO PRESTIA
Calaf CARLO VENTRE
Ping FABIO PREVIATI
Pang ROBERTO COVATTA
Pong MATTEO MEZZARO
Mandarino BENJAMIN CHO
Principe di Persia MARCO GASPARI
Ancella Turandot LORENA CAMPARI
Ancella Turandot MARIANNA PETRECCA
Maestro concertatore e direttore VALERIO GALLI
Regia, coreografia, scene e luci GIUSEPPE FRIGENI
Costumi AMELIE HAAS

FILARMONICA DELL’OPERA ITALIANA BRUNO BARTOLETTI
CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Maestro del coro MARTINO FAGGIANI
CORO VOCI BIANCHE ARS CANTO GIUSEPPE VERDI
Maestro del coro voci bianche EUGENIO MARIA DEGIACOMI

Coproduzione Fondazione Teatro Regio di Parma, Fondazione Teatro Comunale di Modena, Fondazione Teatri di Piacenza

Musica Nuda
Petra Magoni e Ferruccio Spinetti debuttano con il nuovo spettacolo al Teatro Astra di Bellaria Igea Marina

Si chiama “Turandò” il nuovo spettacolo con protagonisti il duo MUSICA NUDA – Petra Magoni e Ferruccio Spinetti. Proprio in questi giorni il Teatro Astra è coinvolto dalle prove dello spettacolo, che debutterà proprio all’Astra venerdì 17 gennaio, alle ore 21.00

Le principesse delle Favole hanno scarpe spaiate, mangiano mele avvelenate, cadono in un sonno centenario per colpa di un fuso magico.
Le principesse del Presente, se non si schiantano in un sottopassaggio Parigino o in una curva nei pressi di Monaco, riempiono le riviste con i loro scivoloni di etichetta o successi da partorienti. Nella Favole e nel Presente le Principesse si sposano sempre. Turandot, da un favolistico regno Cinese, rappresenta un’eccezione: non vuole essere la moglie di nessuno. Costretta dal padre Imperatore, decide di accettare come consorte solo colui che riuscirà a risolvere tre difficili indovinelli. Per chi fallisce c’è la decapitazione.
Questa storia comincia con una testa che rotola. L’ennesima. Un coro chiede: si può essere crudeli al punto di uccidere chi ha fallito in un’impresa d’amore? Un altro coro risponde: non è crudele uccidere chi è così stupido da mettere in palio la propria vita per una donna che ha visto solo in foto.
Mettere al centro del discorso una guerra Maschi contro Femmine o un ipotetico scontro culturale tra Oriente e Occidente e decidere per chi tifare è limitante. Significa depotenziare una riflessione cruciale sui rapporti umani, sul sé e l’altro da sé, affogandoli in un mare affollato di considerazioni di genere generico. Chi è oggi Turandot? L’etimo della parola Principessa, chi occupa il primo posto, pone interrogativi. Il primo posto di cosa? Nella cronaca rosa? Nella politica? Nel cuore dei sudditi? Nell’economia? Nella scienza?
Sul palco/podio due sovrani del panorama artistico, Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, moltiplicheranno i loro talenti per alimentare il vero soggetto di questo racconto: l’enigma.
Se conosci le risposte il mistero non è più tale. Come le teste degli sfortunati pretendenti, la T finale del titolo cade. Un accento prende il suo posto per sottolineare la matrice popolare e impertinente di questo spettacolo.

Prodotto da CorvinoProduzioni e BubbaMusic
Testo e regia: di Marta Dalla Via
Scena: Roberto Di Fresco
Audio: Alessio Lotti
Luci: Stefano Delle Piane

Festival Puccini 2019

Conductor Marcello Mottadelli

Regia Giandomenico Vaccari

 Veronika Dzhioeva
Lubov Stuchevskaya
Valeria Sepe
Claire Coolen
Zoran Todorovich

Turandot REBEKA LOKAR
Calaf CARLO VENTRE
Liù VITTORIA YEO
Timur GIACOMO PRESTIA
Ping FABIO PREVIATI
Pang ROBERTO COVATTA
Pong MATTEO MEZZARO
Un mandarino BENJAMIN CHO
Altoum PAOLO ANTOGNETTI
Principe di Persia MARCO GASPARI
Prima ancella LORENA CAMPARI
Seconda ancella MARIANNA PETRECCA
Danzatrici: CARLOTTA BRUNI, MARINA FRIGENI, LAURA GAGLIARDI

Conductor VALERIO GALLI
Direction, choreography, scenes and lights GIUSEPPE FRIGENI
Collaborator in the direction and choreography MARINA FRIGENI
Costumes AMÉLIE HAAS

FILARMONICA DELL’OPERA ITALIANA BRUNO BARTOLETTI

CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Chorus Master: MARTINO FAGGIANI

CORO DI VOCI BIANCHE ARS CANTO GIUSEPPE VERDI
Chorus Master: EUGENIO MARIA DE GIACOMI

 ORIGINAL PRODUCTION
Teatro Comunale di Modena
COPRODUCTION
Fondazione Teatro Regio di Parma, Fondazione Teatro Comunale di Modena, Fondazione Teatri di Piacenza, Ravenna Manifestazioni

Sabato 30 giugno alle ore 21.00 debutta Turandot, terzo titolo del 96° Arena di Verona Opera Festival 2018. Il capolavoro di Giacomo Puccini torna sul palcoscenico areniano dopo due anni dall’ultima ripresa nello spettacolare allestimento di Franco Zeffirelli.

La sfarzosa messa in scena, collocata come da libretto in una “Cina ai tempi delle favole”, è arricchita dai preziosi e dettagliati costumi del premio Oscar Emi Wada, dai movimenti coreografici curati da Maria Grazia Garofoli e dal lighting design dell’areniano Paolo Mazzon. Sul podio un direttore di fama internazionale, molto amato dal pubblico areniano: il M° Daniel Oren.

Dopo il grande successo personale riscosso come Aida lo scorso 23 giugno, domani sera Anna Pirozzi debutta nel ruolo pucciniano della “principessa di gelo” che dà il titolo all’opera. Altra grande voce della lirica mondiale, mai udita a Verona nei panni del principe Calaf, quella del tenore americano Gregory Kunde, mentre l’ancella Liù è affidata al giovane soprano Vittoria Yeo, al suo debutto all’Arena di Verona.

Accanto a loro Giorgio Giuseppini è Timur, Antonello Ceron l’Imperatore Altoum, mentre Federico Longhi, Francesco Pittari e Marcello Nardis sono rispettivamente Ping, Pong e Pang, Gianluca Breda il Mandarino e Ugo Tarquini dà voce al Principe di Persia.

Il titolo impegna l’Orchestra, il Coro diretto da Vito Lombardi, il Ballo coordinato da Gaetano Petrosino ed i Tecnici dell’Arena di Verona insieme a numerose comparse e al Coro di Voci bianche A.d’A.MUS. preparato da Marco Tonini.

Repliche: 5, 13, 18, 26 luglio ore 21.00.

Pubblicato da Elio Crociani su Mercoledì 16 agosto 2017

La 53ª edizione del Macerata Opera guarda a Oriente e, nel 2017, il Festival diretto da Francesco Micheli presenta, nel magico scenario sotto le stelle dello Sferisterio, tre titoli dal più amato repertorio italiano:

TurandotMadama Butterfly e Aida. Quest’anno la proposta artistica si arricchisce anche di una importante novità: la commissione di una nuova opera al compositore Carlo Boccadoro su libretto di Cecilia Ligorio, dedicata al gesuita maceratese Matteo Ricci: sarà infatti Shi (Si faccia) a inaugurare il festival giovedì 20 luglio nello spazio più raccolto del Teatro Lauro Rossi

«Nella sua storia, Macerata è stata capace di creare cultura – sottolinea il direttore artistico Francesco Micheli – affermandosi anche come luogo del dialogo, di apertura verso realtà differenti, come ci insegna proprio il gesuita Matteo Ricci». Per questo motivo, ancora una volta, sul grande palcoscenico all’aperto al centro della città marchigiana saranno in scena storie e temi che, grazie alla musica e attraverso i nuovi linguaggi espressivi della contemporaneità, riveleranno la loro validità senza tempo. Negli ultimi anni, lo spazio scenico così caratteristico dello Sferisterio, combinato con la progettualità dei team creativi scelti per le produzioni, hanno mostrato come l’innovazione e la ricerca di nuove forme interpretative siano la cifra stilistica più di successo delle produzioni maceratesi.

Per consolidare la spinta propulsiva dei cartelloni e la volontà di insistere sul panorama lirico internazionale, sono sempre più frequenti i progetti realizzati con altri importanti teatri italiani ed europei: «Le collaborazioni sono ormai un marchio di fabbrica del nostro Festival e costituiscono un sistema di relazioni culturali e un metodo di lavoro che ci caratterizza e ci distingue – dichiara il Sovrintendente Luciano Messi –, tutti i titoli del cartellone 2017 nascono come coproduzioni. Sentivamo anche la necessità di tornare a dar vita a una nuova opera, per rinnovare l’impulso nell’ambito della sperimentazione artistica, dedicandola alla figura del gesuita maceratese Matteo Ricci, primo uomo a stabilire un ponte culturale tra occidente e oriente».

Si conclude con Oriente, nel 2017, il triennio tematico “Mappe dell’anima” iniziato nel 2015 con Nutrire l’Anima, in riferimento al tema di Expo Nutrire il Pianeta – Energia per la vita, seguito nel 2016 da Mediterraneo, il dramma dei migranti contemporanei nelle storie di tre stranieri dell’opera Otello, Norma, e Manrico del Trovatore. «Avevamo davanti a noi un bivio – afferma Romano Carancini sindaco di Macerata e presidente dell’Associazione Sferisterio –, e dovevamo scegliere se andare verso un consolidamento delle linee individuate nel 2012 o esplorare nuovi orizzonti. Ancora una volta abbiamo scelto di alimentare la forza di questo straordinario progetto, rilanciandolo. Giovani, internazionalizzazione e sperimentazione sono alcune delle parole chiave che ci guideranno ancora. Serve l’aiuto e il sostegno di tutti coloro che fino ad oggi sono stati con noi: Mecenati, amici dello Sferisterio, pubblico, istituzioni, aziende».

Con 2500 posti, 104 palchi e il palcoscenico più ampio d’Europa, dal 1967 lo Sferisterio richiama ogni estate il pubblico più esigente del mondo ad applaudire originali proposte e cast prestigiosi in una struttura monumentale ma intima, che garantisce una perfetta visibilità e un’insuperabile acustica naturale. Con la direzione artistica di Francesco Micheli, dal 2012 si è riusciti a raddoppiare il numero di spettatori paganti e triplicare il sostegno degli sponsor privati, pure in un quadro generale di finanziamenti decrescenti. Inoltre, coniugando flessibilità strutturale e capacità manageriale, sotto la guida del Consiglio di Amministrazione in carica e del Sovrintendente Luciano Messi, dal 2015 lo Sferisterio si autofinanzia per il 56% delle entrate totali, a fronte di contributi pubblici per il 44%.

Macerata Opera Festival 2017 guarda a Oriente per raccontare del nostro inesauribile desiderio di varcare i confini, di prendere il largo, di incontrare mondi nuovi, come fece Matteo Ricci. Molti i compositori e le opere capaci di portarci nelle terre remote in cui sorge il sole, astro luminoso e bruciante come il terrore febbrile di Turandot, è un sole pallido come l’alba della vita di una farfalla che muore poco dopo la sua nascita in Madama Butterfly. È l’oriente di Aida, schiava etiope deportata in Egitto, terra di confine. In queste opere i protagonisti vivono divisi fra affetto e dovere, fra amore e patria. L’Oriente, terra esotica e lontana, diventa specchio di drammi sempre più vicini, sempre più attuali.

A Matteo Ricci s’inspira Shi (Si faccia) la nuova opera commissionata dal Macerata Opera Festival a Carlo Boccadoro, origini maceratesi e tra i più apprezzati compositori italiani contemporanei, su libretto di Cecilia Ligorio, regista e drammaturga italiana con esperienze significative nei principali teatri europei, sia nel teatro di prosa che in quello musicale. L’opera – per due pianoforti, percussioni, attore e due baritoni – debutta in prima assoluta il 20 luglio al Teatro Lauro Rossi (repliche il 26 luglio, 2 e 9 agosto). L’allestimento è realizzato con la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Macerata che cura le scene, i costumi e le luci. Le voci sono di Roberto Abbondanza e Bruno Taddia e la partecipazione dell’attore Simone Tangolo. «Una bella sorpresa per noi lavorare a Shi – afferma la direttrice dell’Accademia delle Belle Arti, Paola Taddei – , si respira un’aria davvero vivificante e, stando in contatto con la Ligorio, abbiamo scoperto aspetti di padre Matteo Ricci nuovi e appassionanti».

Turandot di Giacomo Puccini, nuovo spettacolo in coproduzione con il Teatro Nazionale Croato di Zagabria, avvia la stagione lirica allo Sferisterio venerdì 21 luglio. L’originale e dissacrante duo di autori-registi Ricci/Forte (Gianni Forte e Stefano Ricci), fenomeno teatrale degli ultimi anni, si cimenta per la prima volta con la regia d’opera; le scene sono di Nicolas Bovey, i costumi di Gianluca Sbicca, sul podio la bacchetta assai esperta di Pier Giorgio Morandi. Nel ruolo della principessa di ghiaccio Irene Theorin, superlativa voce drammatica acclamata nei maggiori teatri del mondo quale eccellente interprete oltre che di questo anche dei principali personaggi femminili wagneriani e straussiani, debutta allo Sferisterio, con al suo fianco Rudy Park (Calaf), Davinia Rodriguez (Liù) e Alessandro Spina (Timur). In scena 21, 29 luglio – 4 e 13 agosto.

Per il secondo titolo ancora Puccini e il suo amore per le terre lontane ed esotiche: Madama   Butterfly in un allestimento coprodotto con il Massimo di Palermo, firmato dal regista Nicola Berloffa, da Fabio Cherstich per le scene e da Valeria Donata Bettella per i costumi, che posticipano l’azione al Giappone del secondo dopoguerra, momento fortemente significativo del contatto culturale fra Occidente e Oriente. Dopo i successi in Norma la scorsa estate a Macerata e ancora il trionfo per l’apertura della nuova stagione del Teatro alla Scala proprio con lo stesso ruolo pucciniano, torna il soprano Maria Josè Siri; con lei il tenore Antonello Palombi è Pinkerton, Alberto Mastromarino è Sharpless. Manuela Custer è Suzuki, Nicola Pamio è Goro. La direzione è affidata a Massimo Zanetti. In scena 22, 28 luglio – 6 e 12 agosto.

Il trittico di titoli 2017 si completa con Aida di Verdi nell’applauditissimo spettacolo di Francesco Micheli del 2014, coprodotto con il Comunale di Bologna e andato in scena nel cinquantesimo dello Sferisterio, con le scene di Edoardo Sanchi, i disegni di Francesca Ballarini, i costumi di Silvia Aymonino e le coreografie di Monica Casadei. Sul podio Riccardo Frizza, già apprezzato in Otello nell’estate 2016 e interprete di prestigio internazionale dell’opera italiana. Di grande rilievo è il ritorno per questa produzione di un’altra eccezionale voce femminile, Maria Pia Piscitelli, soprano verdiano di spiccate qualità attoriali e vocali; con lei in scena Stefano La Colla (Radames), Anna Maria Chiuri (Amneris), Stefano Meo (Amonasro) e Giacomo Prestia (Ramfis). In scena 30 luglio – 5, 11 e 14 agosto.

Sarà Stefano Bollani il protagonista al pianoforte del concerto di domenica 23 luglio (ore 21) con cui si completa il primo weekend musicale del Macerata Opera Festival allo Sferisterio, dopo il debutto delle nuove produzioni Shi (Si faccia)Turandot e Madama Butterfly. Bollani, pianista di raro eclettismo e grande versatilità, rappresenta un’espressione particolarmente attuale della musica d’oggi, per la sua vocazione di attraversamento dei generi – dal repertorio classico al jazz – e di trasformazione dal vivo delle più diverse fonti d’ispirazione, nel corso di performance sempre estremamente coinvolgenti. Il concerto del 23 luglio – dedicato al tema del Festival Oriente – costituisce il momento celebrativo principale dei festeggiamenti organizzati dall’Associazione Arena Sferisterio con IMT (Istituto Marchigiano di Tutela Vini) per i 50 anni di due DOC: il Verdicchio di Matelica e il Rosso Conero. Il legame fra Oriente e vino nelle Marche è intrinseco alla coltivazione stessa, poiché le vigne crescono proprio rivolte a est per la conformazione orografica della regione, le cui valli corrono perpendicolari alla costa.

A coronamento delle attività di promozione e divulgazione dell’opera nelle scuole del territorio, il progetto Incontra l’Opera rivolto agli istituti superiori e reso possibile grazie al contributo dello sponsor TreValli Cooperlat che ha sostenuto i costi del trasporto dei ragazzi da scuola a teatro durante gli incontri di presentazione. anche nel 2017 ci saranno le anteprime allo Sferisterio dedicate ai giovani: Turandot il 17 luglio, Madama Butterfly il 18 luglio, Aida il 27 luglio.

Giovedì 3 agosto sarà infine la Notte dell’Opera: festa cittadina che colorerà di rosso piazze e vie del centro storico, per una serata magica, misteriosa e affascinante come il tema della Stagione, Oriente.

20 e 26 luglio, 2 e 9 agosto, ore 21.00

Shi
Opera da camera ispirata alla vita di Padre Matteo Ricci
Libretto di Cecilia Ligorio
Musica di Carlo Boccadoro
Prima esecuzione assoluta

Direzione Carlo Boccadoro
Regia Cecilia Ligorio
Videomaker Igor Renzetti
Progettazione di scene, costumi e luci Accademia delle Belle Arti di Macerata

Il viaggiatore Simone Tangolo
Matteo Roberto Abbondanza
L’uomo che guarda Bruno Taddia

Pianoforti Andrea Rebaudengo, Paolo Gorini
Tetraktis Percussioni Ensemble

21 e 29 luglio, 4 e 13 agosto, ore 21.00

Turandot
Opera in 3 atti e 5 quadri su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni
Musica di Giacomo Puccini (finale completato da Franco Alfano)

Direzione Pier Giorgio Morandi
Progetto creativo Ricci/Forte
Regia Stefano Ricci
Scene e luci Nicolas Bovey
Costumi Gianluca Sbicca
Movimenti scenici Marta Bevilacqua

La principessa Turandot Irene Theorin
L’imperatore Altoum Stefano Pisani
Timur Alessandro Spina
Il principe ignoto (Calaf) Rudy Park
Liù Davinia Rodriguez
Ping Andrea Porta
Pang Gregory Bonfatti
Pong Marcello Nardis
Un mandarino Nicola Ebau

Fondazione Orchestra Regionale delle Marche
Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini”
Coro di voci bianche Pueri Cantores “D. Zamberletti”
Complesso di palcoscenico Banda “Salvadei”
In coproduzione con Teatro Nazionale Croato di Zagabria

22 e 28 luglio, 6 e 12 agosto, ore 21.00

Madama Butterfly
Opera in tre atti su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica
Musica di Giacomo Puccini

Direzione Massimo Zanetti
Regia Nicola Berloffa
Scene Fabio Cherstich
Costumi Valeria Donata Bettella
Luci Marco Giusti

Cio-Cio-San Maria José Siri
Suzuki Manuela Custer
Kate Pinkerton Samantha Sapienza
F.B. Pinkerton Antonello Palombi
Sharpless Alberto Mastromarino
Goro Nicola Pamio
Il Principe Yamadori Andrea Porta
Lo zio bonzo Cristian Saitta
Il commissario imperiale Giacomo Medici

Fondazione Orchestra Regionale delle Marche
Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini”
In coproduzione con Teatro Massimo di Palermo

30 luglio, 5, 11 e 14 agosto, ore 21.00

Aida
Opera in quattro parti su libretto di Antonio Ghislanzoni.
Musica di Giuseppe Verdi

Direttore Riccardo Frizza
Regia Francesco Micheli
Scene Edoardo Sanchi
Disegni Francesca Ballarini
Costumi Silvia Aymonino
Luci Fabio Barettin
Coreografie Monica Casadei

Il Re Cristian Saitta
Amneris Anna Maria Chiuri
Aida Maria Pia Piscitelli
Radames Stefano La Colla
Ramfis Giacomo Prestia
Amonasro Stefano Meo
Un messaggero Diego Gabrieli
Una sacerdotessa Federica Vitali

Fondazione Orchestra Regionale delle Marche
Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini”
Complesso di palcoscenico Banda “Salvadei”
Compagnia Artemis Danza
In coproduzione con Teatro Comunale di Bologna

Pubblicato da Elio Crociani su Venerdì 30 dicembre 2016

Pubblicato da Elio Crociani su Mercoledì 24 agosto 2016

Pubblicato da Elio Crociani su Giovedì 2 febbraio 2012

Pubblicato da Elio Crociani su Sabato 9 aprile 2011

Pubblicato da Elio Crociani su Martedì 1 marzo 2011

Pubblicato da Elio Crociani su Martedì 1 marzo 2011

Pubblicato da Elio Crociani su Sabato 9 aprile 2011

Conductor Herbert von Karajan

Samuel Ramey
Júlia Várady
Ferruccio Furlanetto

Montserrat Caballé, Giacomini, Mitchell

Regia Ozawa

1981 París

Torino 1969

Conductor Georges Prêtre

Orchestra & Chorus RAI Torino

La principessa Turandot Birgit Nilsson
Calaf  Gianfranco Cecchele
Liù Gabriella Tucci
Ping Claudio Strudthoff
Pang Mario Ferrara
Pong Carlo Franzini
Timur Boris Carmeli
L’imperatore Altoum Luigi Pontiggia
Un mandarino Franco Bordoni
Prima ancella Giannella Borelli
Seconda Ancella Fernanda Cadoni

Regia Margherita Wallman

4 comments on “Turandot

  1. BLoggione

    TURANDOT apre il 2020 al Regio di Parma.
    Il primo importante evento del calendario 2020 del Teatro Regio di Parma, nell’anno in cui la prestigiosa città emiliana si fregia del titolo di Capitale Italiana della Cultura, è TURANDOT, ultimo capolavoro incompiuto di Giacomo Puccini. Più spesso di quanto non si creda l’ultima recita di un’opera paga per un insieme di elementi che creano un equilibrio interpretativo e una coesione completa fra i protagonisti rispetto alle prime esecuzioni. E’ quanto è accaduto nella rappresentazione del 19 gennaio scorso, ultima nel calendario del Regio. E’ una fiaba nera questa TURANDOT, il cui allestimento nato a Modena nel 2003 è stato ripreso più volte. E’ una fiaba nera di taglio espressionista i cui colori predominanti il bianco, il nero e il rosso, sottolineati da un efficace disegno delle luci di Giuseppe Frigeni che cura anche le scenografie e la regia, raccontano la tragedia che di lì a poco si compirà. Frigeni rappresenta le due interpreti Liù e Turandot unite idealmente nell’ultima scena a terra esanimi. Liù incarna l’amore sacrificale il cui suicidio è un atto d’amore di tale forza da far calare un silenzio di morte. Turandot, donna di ghiaccio ha nascosto sotto il proprio orgoglio ferito ogni sentimento d’amore nel ricordo della violenza atavica subita dalla sua antenata. Calaf,solo, nella scena finale salirà la scala che lo porterà al trono imperiale con l’arroganza maschile di chi vuole distruggere la purezza del mondo femminile. I costumi raffinati ed eleganti di Amélie Haas sono un punto di forza di questo allestimento spoglio, illuminato da un gong stilizzato che alzandosi in cielo si trasforma in una luminosissima luna. Il cast estremamente valido raccoglie consensi per la cifra di naturalezza espressiva che nello splendido coro del Regio, magistralmente diretto da Martino Faggiani, colma una pagina di rara bellezza interpretativa. Molto coinvolgente è la lettura che Valerio Galli fa sul podio della Filarmonica dell’Opera Italiana Bruno Bartoletti valorizzando il suono negli infiniti colori cangianti che compongono il cromatismo della tessitura pucciniana; dalla rarefatta poetica che avvolge le preziosità timbriche di Liù, all’incisività e al colore denso che sottolineano la levigata scorza della sfuggente umanità di Turandot. Una Turandot interpretata da Rebeka Lokar, contradditoria e affascinante che con sottigliezze di fraseggio propone gli enigmi con soluzioni espressive avvolgenti nella compattezza di una vocalità solida e omogenea fino ai formidabili sovracuti. La dolcezza interpretativa di Liù porta il nome di Vittoria Yeo che naviga su diafane trasparenze, carezze sonore che si trasformano in lamine sottilissime sapientemente dipanate. Carlo Ventre disegna un Calaf solido che con pienezza timbrica e fraseggio ricco di screziature appassionate percorre con progressiva esaltazione il suo profilo. Una menzione particolare va al bravo Giacomo Prestìa che porta in scena un autorevole e timbratissimo Timur, regale nel portamento, nobile nel canto, a cui verrà tributato un successo personale. Fabio Previati, Roberto Covatta e Matteo Mezzaro compongono un musicalissimo trio di maschere, in particolare Previati nel ruolo di Ping, tutti ben allineati nei movimenti coreografici con commento disincantato e canto ironico della realtà che li circonda. Completano il cast l’Altoum di Paolo Antognetti, il Mandarino di Benjamin Cho, e ancora Marco Gaspari (Principe di Persia) e le ancelle di Turandot Lorena Campari e Marianna Petrecca. Altrettanto bravi sono i giovanissimi allievi del Coro di Voci Bianche Ars Canto Giuseppe Verdi, diretti da Eugenio Maria Degiacomi.
    Grande successo per tutti.

    Parma, 19 gennaio 2020.
    Claudia Mambelli.

  2. admin

    “Turandot”, la favola per eccellenza.

    ”Turandot” è una bella fiaba a lieto fine, nonostante il suo percorso venga funestato da un’eroina sacrificale sull’altare dell’amore. E nella prestigiosa cornice dell’Arena di Verona la favola di Carlo Gozzi, immortalata dalla musica di un Puccini protagonista inquieto della fase crepuscolare dell’opera italiana, acquista un aspetto ancor più fiabesco avvolta in un indefinito spazio temporale dove gli esotismi assumono un ulteriore significato nella suggestiva e collaudatissima regia di Franco Zeffirelli, maestro mirabile nella realizzazione di scenari fastosi permeati di un’eleganza leggera e sognante, visti come attraverso un velo iridescente. La bacchetta giovane e comunque esperta di Andrea Battistoni offre all’ascoltatore una miniera di notazioni e di particolari che sembrano sottolineare la descrizione di una favolosa città come Pechino, culla di una cultura millenaria, rivestita di colori cangianti e popolata di una folla indistinta nel fasto architettonico intorno. La peculiarità del suono di Battistoni la si coglie nelle arditezze armoniche e nelle preziosità timbriche che concorrono all’avvolgente esotismo del clima, a partire dal tema della protagonista, l’algida principessa Turandot interpretata da Oksana Dyka che, in una lontananza quasi ieratica, sfodera sciabolate gelide assecondando una tragica missione sacrale nei confronti dei suoi pretendenti per lavare l’onta subita dalla sua ava Lo-u- ling rapita e morta per difendere la propria purezza. Gelidi sono i suoi enigmi che tranciano l’aria, scolpiti nella cornice orchestrale. Da contraltare a questa follia melodrammatica è la bravissima Donata D’Annunzio Lombardi, miracolosa Liù in alcuni suoni che paiono sospesi su diafane trasparenze perlacee che svaniscono nell’aria con la sapienza dell’emissione e il controllo del fiato percepibili anche in uno spazio aperto come l’arena. Calda e appassionata umanità d’accento le appartiene in “Signore ascolta”, ma ancor di più “Nella reggia m’hai sorriso”, per non tralasciare l’emozionante “Tu che di gel sei cinta”. Si disimpegna bene anche Carlo Ventre, solido Calaf nella tessitura centrale e negli acuti di rimando agli enigmi della gelida principessa. E infine è bravo nell’atteso “Nessun dorma”, un’aria talmente bella da essere stata “profanata” nel tempo nei più svariati spot pubblicitari, e comunque di una bellezza unica in questo contesto. Una grande partecipazione artistica arriva dal musicalissimo trio delle maschere perfettamente integrate fra di loro. Bravi Francesco Pittari (Pong) e Paolo Antognetti (Pang), e ancor di più il Ping di Marcello Rosiello particolarmente coinvolgente col bel timbro caldo che lo caratterizza. Altrettanto bravo Carlo Cigni nel collaudato ruolo del vecchio Timur, solenne anche nella tenerezza struggente che accompagna la morte di Liù. Completano il cast Cristiano Olivieri (Imperatore Altoum), e il mandarino di Paolo Battaglia. Di grande suggestione è la parte corale sorretta da Vito Lombardi. E finalmente è un successo assicurato in una serata in grande stile per l’Arena che sembra ritornata ai grandi successi dei vecchi tempi.

    Verona, 19 agosto 2016.

    Claudia Mambelli.

  3. admin

    Trionfo di Zubin Mehta con Turandot a 50 anni dal suo debutto a Firenze.

    Cinquantanni dal suo debutto sul podio del Maggio Fiorentino. Cinquantanni di successi strepitosi che lhanno consacrato grande interprete del repertorio post-romantico e del primo Novecento per il
    temperamento espressivo, per il senso del colore, per quel ritmo incalzante ma sempre calibrato. E cos che Zubin Mehta festeggia le sue splendide nozze doro con Firenze, ancora una volta sul podio del Maggio per raccontarci una favola daltri tempi, cruda nella sua realt, ispirata dal lavoro teatrale di Carlo Gozzi e che Puccini fece sua con la collaudata complicit dei librettisti Simoni e Adami. Una storia di cui avevo dimenticato il lirismo poetico sprigionato dalla dolce Li che con
    grande determinazione affronta lalgida principessa, Tanto amor segreto e Tu che di gel sei cinta fino al suicidio per lasciare vivo luomo che ama, quel Calaf che in un lontano giorno le aveva sorriso nellantica reggia tartara di cui era erede. Avevo dimenticato la modernit musicale di Turandot, il capolavoro incompiuto del teatro operistico del 900 che Puccini aveva elaborato attraverso un tessuto deliberatamente pluristilistico, fatto di esotismi e delicate fantasmagorie, ma anche di taglienti sonorit che profumano di avanguardia e di ispirazione espressionista. Ma la fiaba
    crudele e assurda della gelida principessa cinese, che si immedesima in una missione di sacrale vendetta nei confronti dei suoi pretendenti, ricambiando lonta subita dalla sua ava morta per difendere la propria purezza, lho rivissuta in tutta la sua magnificenza nellavvincente fascino narrativo colto da Zubin Mehta . Non ci sono parole per descrivere lopulenza coloristica dellorganico orchestrale del Maggio che crea una suggestiva atmosfera avvolgente; lo splendido
    coro in abito nero, defilato dietro il fondale del palcoscenico del Nuovo Teatro dellOpera di Firenze, magistralmente sorretto da Piero Monti; il gioco calibratissimo nella cura del dettaglio musicale; e soprattutto laffascinante lettura che il celebre maestro indiano fa di questo affresco maestoso, sottolineandone la sconvolgente modernit in un rilucente cromatismo enfatizzato da una dinamica strepitosa nei pizzicati dei violoncelli di Notte senza lumicino fino alle preziosit
    timbriche che creano lesotico clima favolistico fino a stemperarsi nella luce perlacea di Li bont, Li dolcezza, Dormi! Obla! Li! Poesia in cui viene esaltata con commovente dissolvenza la fine dello spartito pucciniano. E incomparabile pure laura fiabesca sottilmente sensuale nel coro delle ancelle, nelle voci lontane allapertura del terzo atto. Splendida linvocazione alla luna, come pure linquietudine ansiosa che sprigiona nel voluttuoso sadismo del Gira la cote. Ma anche il finale di Alfano valorizzato da una sgargiante ricchezza coloristica espressiva. E i protagonisti? Bravi tutti, non c che dire; soprattutto Serena Daolio che allultimo istante sostituisce lindisposta Ekaterina
    Scherbacenko imponendosi per la ricchezza timbrica, per la delicatezza dellaccento sfumato, dolce nella musicalit espressiva che tende a una rassegnazione su cui pesa lombra del suicidio. Jorge de
    Lon un Calaf dal timbro brillante, pieno, ricco di sfumature, soprattutto intenso nel registro acuto
    tale da suscitare unovazione in quel celebrato quanto abusato Nessun dorma,autentico cult della vocalit tenorile, il cui Vincer risuona immancabile in ogni kermesse lirica. Jennifer Wilson
    una Turandot proterva ma anche misteriosa, arroccata in una solitudine scontrosa e diffidente attraversata da percepibili inquietudini. E una Turandot vagamente fluttuante nellaria dapertura In questa reggia, non tanto per lampiezza e la robustezza della linea vocale, quanto per il timbro non particolarmente eccelso unito a una dizione difficilmente percepibile. Molto meglio la pagina degli enigmi in cui la ricchezza e lo straordinario potere evocativo di Zubin
    Mehta le sono di supporto nellapprofondimento di un personaggio lacerato dallossessione di una femminilit negata a tutti i costi. E ancora Giacomo Presta un Timur dallaccento nobile, ma contemporaneamente dolcissimo e smarrito nel bel gioco timbrico che caratterizza la sua vocalit.
    Molto riuscito il terzetto delle maschere che allinea il Pang di Carlo Bosi, il Pong di Iorio Zennaro, ma soprattutto il Ping espressivo nella sua caratterizzazione di Fabio Previati. Enrico Cossutta un Altoum che spalanca lo sguardo sgomento sulla realt che lo circonda sottolineando con grande intensit quello scettro che gronda sangue. Completano il cast i bravissimi Ragazzi Cantori di Firenze diretti da Marisel Carballo, e ancora il mandarino di KonstantinGorny, il Principe di Persia di Leonardo Melani e le ancelle Laura Lensi e Giulia Tamarri. Tutti avvolti negli splendidi abiti ampi di sete preziose svolazzanti e multicolori creati da Wang Yin che creano una nota di colore sul palcoscenico del Nuovo Teatro dellOpera spoglio, sul cui fondale scorrono le videoproiezioni di una Cina dai mille volti: dallantico esercito di terracotta divenuto famoso in tutto il mondo, alle immagini provenienti dal filmato girato nella Citt Proibita di Pechino nel 1998,
    quando i complessi orchestrali e corali del Maggio si esibirono diretti da Zubin Mehta con lallestimento di Zhang Yimou. In tanta perfezione lunica nota dolente viene dalla scarsa visibilit dei palchi del Nuovo Teatro dellOpera, la cui architettura ha certamente privilegiato lampia platea e le gallerie.

    Firenze, dicembre 2012,
    Claudia Mambelli.
    .

  4. Mariapina Mascolo

    Il musicologo Michele Girardi presenta la produzione della Fondazione Petruzzelli

    Turandot: In questa reggia del Teatro Petruzzelli

    Finalmente, dopo gli adattamenti spartani della Fiera del Levante, la Turandot prodotta dalla Fondazione Petruzzelli per la regia di Roberto De Simone approda il 6 dicembre – per linaugurazione della Stagione 2009/2010 – a uno spazio pi consono allambientazione dellaria In questa reggia, pure se il Politeama barese, in tutto il suo sfarzo, resta uno dei pochi teatri storici nati borghesi, tanto da non presentare il palco reale. Un teatro capace di lasciare il segno anche in musicologi consumati come il veneziano Michele Girardi, a Bari per presentare la produzione barese dellopera pucciniana nel foyer insieme al Sovrintendente della Fondazione Petruzzelli Giandomenico Vaccari. Sono sconvolto dalla bellezza di questo teatro- ha spiegato il Prof. Girardi- e insieme dispiaciuto che sia rimasto chiuso per tanto tempo. E uno dei pi bei teatri dItalia; anche lacustica sembra ottima. Michele Girardi – con il Centro Studi Giacomo Puccini (www.puccini.it), – promotore di una valorosa ed esemplare iniziativa riguardante il nuovo lavoro critico e musicologico sul musicista, che rilancia un percorso di studi fondato su ricerche approfondite e testimonianze originali. Tra i progetti del Centro, finalizzati soprattutto alla pubblicazione dei testi con un rigore filologico nelle trascrizioni ed edizioni, c la catalogazione del materiale, a cominciare dalle circa 6.000 lettere di cui si a conoscenza, in parte ancora inedite, sparse nelle raccolte delle biblioteche o dei collezionisti privati. La pubblicazione in formato cartaceo (entro il 2015) segue, nel progetto, a un processo di archiviazione in formato digitale e memorizzazione nella forma pi autentica dei singoli fondi in cui smembrato lepistolario pucciniano. Prima delle celebrazioni del 2008, poi, il Centro Studi ha ottenuto che Puccini venisse inserito tra i settantasette grandi a cui il MiBAC ha riservato il riconoscimento di Edizione Nazionale allopera omnia, progetto di cui sono sono stati nominati presidente Michele Girardi (Universit di Pavia) e segretario Virgilio Bernardoni (Universit di Bergamo).
    Prof. Girardi, quale enigma ha lasciato aperto Puccini nel finale della Turandot, principessa che sembra ancora sfidare i compositori contemporanei a sciogliere il finale?
    Ha lasciato dei problemi: appunti di difficile lettura e mancanza dellorchestrazione. Rifare il finale un lavoro difficile, perch Puccini nella Turandot tocca i vertici dellarte come compositore. I problemi sono tutti a carico di chi vuol rifare il finale (ed quasi una moda, estesa a tutto il mondo, vista la popolarit di Puccini). Un punto da sciogliere dato dalla drammaturgia: lacme del troppo tragico prima del finale. Turandot una donna frigida per trauma ancestrale – lo stupro subita dalla sua ava nella reggia e passa da questo stato alla corrispondenza dellamore per Calaf in poco tempo. E questo il dilemma da sciogliere musicalmente e sarebbe stato meglio se Puccini avesse fatto in tempo a studiarne meglio la soluzione musicale.
    Lei il principale promotore del Centro Studi G. Puccini, iniziativa pioniera nel campo delle ricerche musicologiche, senzaltro la pi impegnativa in quanto riunisce insieme studiosi pucciniani in grado di programmare un lavoro critico sistematico intorno a un autore di cui apparentemente si conoscono quasi tutti gli aspetti. Come riuscito a ideare il programma del Centro Studi, sostituendosi a una virtuale soprintendenza ai beni musicali (che non esiste nel nostro Paese)?
    Il miracolo che il Centro Studi stia in piedi con pochissimi finanziamenti, grazie al nostro volontariato. Abbiamo pubblicato parecchi manoscritti, pure in ossequio alla legge sul Diritto dautore. La programmazione delle attivit del Centro parte dalla catalogazione del materiale e dal reperimento di nuove fonti, per poi arrivare alla pubblicazione sul sito internet e nei volumi delle edizioni critiche.
    C qualche altro compositore per il quale lei vorrebbe realizzare la stessa iniziativa?
    Tutti i compositori italiani lo meritano. A tutelare, per, questo patrimonio musicale che appartiene al settore dei beni culturali di tutto il Paese dovrebbe essere per primo lo Stato. Il Centro Studi Puccini ha visto, per la verit, la promozione statale dellEdizione nazionale delle opere pucciniane (il massimo riconoscimento dello Stato ai propri artisti), ma dopo le pubblicazioni iniziali i finanziamenti si sono fermati. Attualmente si va avanti con i contributi della Regione Toscana e del Comune di Lucca.

    Mariapina Mascolo

    (articolo apparso sul Quotidiano di Bari del 2 dicembre 2009)

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