Madama Butterfly

Posted by on August 7, 2020

https://metoperafree.brightcove.services/?videoId=6176286625001 Conductor Karel Mark Chichon Regia Anthony Minghella Director and choreographer Carolyn Choa Set designer Michael Levine Costume designer Han Feng Lighting designer Peter Mumford Puppetry Blind Summit Theatre Lt. B.f. Pinkerton Roberto Alagna Goro Tony Stevenson Suzuki Maria Zifchak U.s. consul sharpless Dwayne Croft Cio – Cio -San Kristine Opolaisher relatives: Cousin Patricia Steiner

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Conductor
Karel Mark Chichon

Regia
Anthony Minghella

Director and choreographer
Carolyn Choa

Set designer
Michael Levine

Costume designer
Han Feng

Lighting designer
Peter Mumford

Puppetry
Blind Summit Theatre

Lt. B.f. Pinkerton
Roberto Alagna

Goro
Tony Stevenson

Suzuki
Maria Zifchak

U.s. consul sharpless
Dwayne Croft

Cio – Cio -San
Kristine Opolaisher relatives:

Cousin
Patricia Steiner

Mother
Belinda Oswald

Uncle Yakuside
Craig Montgomery

Aunt
Jean Braham

Imperial commissioner
David Crawford

The registrar
Juhwan Lee

The Bonze,
Cio – Cio -San’s uncle
Stefan Szkafarowsky

Yamadori
Yunpeng Wang

Kate Pinkerton
Edyta Kulczak

Cio – Cio – San’s child
Kevin Augustine

Tom Lee
Marc Petrosino

Ballet soloists
Hsin-Ping Chang
James Graber

Sferisterio 1999

Regia Henning Brockhaus

Conductor Massimo De Bernart

Fiorenza Cedolins, Pietro Ballo, Cinzia De Mola, Alberto Mastromarino, Mauro Buffoli, Gianluca Ricci

 Regia Tv Roberto Capanna

https://www.raiplay.it/video/2020/07/Madama-Butterfly-Teatro-Regio-di-Torino—Primo-atto-ba939480-6e37-44b1-bcae-88041d7e4958.html

Direttore Pinchas Steinberg

 Regia Damiano Michieletto

 Orchestra e Coro del Teatro Regio

 Amarilli Nizza, Massimiliano Pisapia, Alberto Mastromarino, Giovanna Lanza.

 

http://www.cetv-online.it/demand.php?id=95

Direttore Gabriele Ferro

Maestro del Coro Gea Garatti

Regia Ferzan Ozpetek

Costumi Alessandro Lai

Scene Sergio Tramonti

Luci Pasquale Mari

Madama Butterfly / Cio Cio-San
Evgenia Muraveva (16, 18 e 20 aprile 2019)
Rebeka Lokar (17 e 19 aprile 2019)

F. B. Pinkerton, tenente della marina degli Stati Uniti
Saimir Pirgu (16, 18 e 20 aprile 2019)
Angelo Villari (17 e 19 aprile 2019)

Suzuki, servente di Cio Cio-San
Raffaella Lupinacci (16, 18 e 20 aprile 2019)
Chiara Tirotta (17 e 19 aprile 2019)

Sharpless, console degli Stati Uniti a Nagasaki
Giovanni Meoni (16, 18 e 20 aprile 2019)
Filippo Polinelli (17 e 19 aprile 2019)

Goro, Nakodo, Luca Casalin

Lo zio Bonzo, Ildo Song

Il Principe Yamadori, Nicola Ceriani

Kate Pinkerton, Rossella Locatelli

Il Commissario Imperiale, Enrico Di Geronimo

Dolore, Lorenzo Mattia Moreschi

Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo

Produzione del Teatro di San Carlo

Conductor
ROBERTO RIZZI BRIGNOLI
BASSEM AKIKI (10, 12, 14/2)

Regia
KIRSTEN DEHLHOLM (HOTEL PRO FORMA)
Co-Director JON R. SKULBERG

Collaboration staging
MARIE LAMBERT

Set design
MAJA ZISKA

Costumes
HENRIK VIBSKOV

Lighting
JESPER KONGSHAUG

Dramaturgy
KRYSTIAN LADA

Collaboration choreography
KENZO KUSUDA

Collaboration puppets
ULRIKE QUADE

Chorus Master
MARTINO FAGGIANI

Cio-Cio-San
ALEXIA VOULGARIDOU
AMANDA ECHALAZ (1, 3, 7, 9, 12/2)

Suzuki
NING LIANG
QIULIN ZHANG (1, 3, 7, 9, 12/2)

Kate Pinkerton
MARTA BERETTA

F. B. Pinkerton
MARCELO PUENTE
LEONARDO CAIMI (1, 3, 7, 9, 12/2)

Sharpless
ARIS ARGIRIS

Goro
RICCARDO BOTTA

Il Principe Yamadori
ALDO HEO

Lo zio Bonzo
MIKHAIL KOLELISHVILI

Il commisario / L’ufficiale
WIARD WITHOLT

Yakuside
RENÉ LARYEA

Madre di Cio-Cio-San
BIRGITTE BØNDING

Zia di Cio-Cio-San
ROSA BRANDAO

Cugina di Cio-Cio-San
ADRIENNE VISSER

Puppeteers
TIM HAMMER, JORIS DE JONG, RUBEN MARDULIER, SUZE VAN MILTENBURG

La Monnaie Symphony Orchestra and Chorus

PRODUCTION
La Monnaie / De Munt

CO-PRODUCTION
Ulrike Quade Company

WITH THE SUPPORT OF
Belfius

https://metoperafree.brightcove.services/?videoId=6147522642001

Regia Antony Minghella

Patricia Racette
Marcello Giordani
Dwayne Croft

Stagione 2016/2017

Coro e Orchestra del Teatro alla Scala
Nuova produzione Teatro alla Scala

Musica Giacomo Puccini
Direttore Riccardo Chailly
Regia Alvis Hermanis
Scene Alvis Hermanis e Leila Fteita
Costumi Kristine Jurjāne
Luci Gleb Filshtinsky
Video Ineta Sipunova
Coreografia Alla Sigalova
Drammaturgo Olivier Lexa

Maria José Siri, Annalisa Stroppa, Nicole Brandolino, Bryan Hymel, Carlos Álvarez, Carlo Bosi, Costantino Finucci, Abramo Rosalen, Leonardo Galeazzi, Gabriele Sagona, Romano Dal Zovo

Gennaio 2019

Daniel Oren direttore d’orchestra
Pier Luigi Pizzi regia, scene e costumi
Francesco Marzola coreografia
Fabrizio Gobbi luci
Matteo Anselmi assistente alla regia
Andrea Secchi maestro del coro
Orchestra e Coro Teatro Regio Torino
Allestimento Associazione Arena Sferisterio di Macerata

Madama Butterfly Soprano

Rebeka Lokar
10 16 18 20

Karah Son
11 13 15 17 19

F. B. Pinkerton Tenore

Murat Karahan
10 13 16 18 20

Massimiliano Pisapia
11 15 17 19

Sharpless Baritono

Simone Del Savio
10 13 16 18 20

Fabio Maria Capitanucci
11 15 17 19

Suzuki Mezzosoprano
Sofia Koberidze
10 13 16 18 20

Sofia Koberidze
11 15 17 19

Goro Tenore
Luca Casalin

Il principe Yamadori Baritono
Paolo Maria Orecchia

Lo zio bonzo Basso
In-Sung Sim

Il commissario imperiale Baritono

Marco Tognozzi
1013161820

Franco Rizzo
11 15 17 19

Kate Pinkerton Mezzosoprano

Roberta Garelli
10 13 16 18 20

Ivana Cravero
11 15 17 19

Lo zio Yakusidé Baritono

Franco Rizzo
10 13 16 18 20

Marco Tognozzi
11 15 17 19

L’ufficiale del registro Basso

Riccardo Mattiotto
11 15 17 19

La madre di Cio-cio-san Mezzosoprano
Claudia De Pian

La zia Soprano
Rita La Vecchia

La cugina Soprano
Ashley Milanese

Il figlio di Butterfly Mimo

Sofia La Cara
10 13 16 18 20

Francesco Sansalone
11 15 17 19

Caracalla 2015

Direttore Yves Abel
Regia Àlex Ollé (La Fura dels Baus)
Assistente regia Susanna Gomez
Video Franc Aleu
Maestro del Coro Roberto Gabbiani
Scene Alfons Flores
Costumi Lluc Castells
Luci Marco Filibeck

Interpreti

Madama Butterfly (Cio- Cio-San) Asmik Grigorian
Suzuki Anna Malavasi
Kate Pinkerton Anastasia Boldyreva
B. F. Pinkerton Angelo Villari
Sharpless Alessio Arduini
Goro Saverio Fiore
Il Principe Yamadori Andrea Porta
Lo zio Bonzo Fabrizio Beggi
Il Commissario Imperiale Federico Benetti
La madre di Cio-Cio-San Silvia Pasini
La cugina Cristina Tarantino
L’Ufficiale del Registro Leo Paul Chiarot

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO DELL’OPERA

Nuovo allestimento in collaborazione con Opera Australia / Sydney Opera House

regia televisiva Jerry Saltalamacchia

Grande successo per la prima rappresentazione del capolavoro pucciniano Madama Butterfly che ha debuttato al Teatro Filarmonico di Verona nel nuovo allestimento coprodotto da Fondazione Arena e l’Opera Nazionale croata, con la regia di Andrea Cigni e Francesco Ommassini sul podio.

Il pubblico entusiasta, in un Teatro esaurito in ogni ordine di posti, ha accolto con lunghi e calorosissimi applausi il team creativo e gli interpreti.

A distanza di 28 anni dall’ultima rappresentazione, Madama Butterfly è tornata al Teatro Filarmonico in una nuova produzione in cui hanno fatto il loro esordio veronese il regista Andrea Cigni, lo scenografo Dario Gessati e la costumista Valeria Donata Bettella, insieme all’areniano Paolo Mazzon alle luci. Nel cast, guidato dall’esperta bacchetta di Francesco Ommassini, hanno brillato il soprano giapponese Yasko Sato nei panni di Cio-Cio San, insieme a Valentyn Dytiuk come F. B. Pinkerton. Mario Cassi ha interpretato il console Sharpless, Manuela Custer ha dato voce alla fedele serva Suzuki, mentre Marcello Nardis era Goro. Completavano il cast Lo zio Bonzo di Cristian Saitta, Il Principe Yamadori di Nicolò Rigano, Kate Pinkerton di Lorrie Garcia, Il Commissario imperiale di Salvatore Schiano di Cola, L’Ufficiale del registro di Maurizio Pantò, Sonia Bianchetti come Madre di Cio-Cio-San e Manuela Schenale come Cugina di Cio-Cio-San. Il Coro è preparato da Vito Lombardi.

Lo spettacolo, che conclude il percorso tracciato dalla rassegna autunnale Viaggio in Italia, replica martedì 17 dicembre alle 19.00, giovedì 19 dicembre alle 20.00 e domenica 22 dicembre alle 15.30.

Elevatissima anche la risposta dei ragazzi: in occasione della prova generale di venerdì 13 dicembre, l’iniziativa Anteprima giovani aperta agli istituti scolastici, ai Conservatori, all’Accademia di Belle Arti e agli studenti della Verona Opera Academy e all’Università, ha registrato il tutto esaurito con applausi e una vera e propria ovazione agli interpreti.

Direttore Jader Bignamini
Regia Nicola Berloffa
Scene Fabio Cherstich
Costumi Valeria Donata Bettella
Luci Marco Giusti
Videomaker Paul Secchi
Assistente alla regia Sara Vailati
Assistente alle scene Sofia Borroni
Drammaturgia Alexandra Jud
Maestro del Coro Piero Monti

Operatori di ripresa Fabrizio Lo Grasso, Massimiliano Aiello, Pippo Biondo, Gabriele Milone
Aiuto regia Davide Vallone
Regia televisiva Antonio Di Giovanni
Coordinatore Gery Palazzotto

Nuovo allestimento in coproduzione con il Macerata Opera Festival

Cio-Cio-san Hui He
Suzuki Anna Malavasi
Kate Pinkerton Milena Josipovic
F. B. Pinkerton Brian Jagde
Sharpless Giovanni Meoni
Goro Mario Bolognesi
Il principe Yamadori Vittorio Albamonte
Lo zio Bonzo Manrico Signorini
Commissario imperiale Cosimo Diano
Ufficiale del registro Antonio Barbagallo
Lo zio Yakusidè Alfio Marletta
La madre Damiana Li Vecchi
La cugina Manuela Ciotto
La zia Mariella Maisano

Orchestra e Coro del Teatro Massimo

Pubblicato da Elio Crociani su Venerdì 9 marzo 2018

Butterfly
Kinkaleri rilegge il capolavoro di Puccini
in uno spettacolo per tutte le età

DOMENICA 11 MARZO, ALLE 17.15, IL COLLETTIVO KINKALERI PROPONE LA SUA VERSIONE DELLA MADAMA BUTTERFLY. INGRESSO SPECIALE A SOLI 5 EURO PER GLI UNDER 18

Domenica 11 marzo, a Bellaria Igea Marina il grande teatro contemporaneo e la grande opera lirica si incontrano, in uno spettacolo pomeridiano aperto a ogni fascia d’età, dai 6 anni in su. Merito di Kinkaleri, collettivo che si è fatto apprezzare in tutta Europa per la sua capacità di mescolare linguaggi artistici diversi, e che questa volta si confronta con un classico immortale come la Madama Butterfly, proponendone una versione pensata per far scoprire anche ai più giovani l’attualità dell’opera lirica. Nasce così Butterflyopera in tre atti liberamente tratta dalla Madama Butterfly di Giacomo Puccini, in programma alle 17.15 al Teatro Astra. Accanto all’ingresso a prezzo intero (15 euro), è prevista una riduzione speciale per gli spettatori sotto i 18 anni di età, che potranno accedere a soli 5 euro.

Nel lontano Giappone di inizio Novecento, terra di incanti e di misteri, si incrociano le vite della geisha Butterfly e del suo futuro sposo Pinkerton, tenente di marina americano che tutto può avere. Con la dolcezza di chi crede nell’altro, Butterfly cede all’amore in modo totale, come totale è il capolavoro di Puccini. Da questa forma assoluta di amore trae spunto una messa in scena raffinata e visionaria, costruita con colori e segni tipici dell’arte contemporanea. In un continuo ribaltamento di figure e sagome, il performer Marco Mazzoni interpreta i diversi personaggi della favola triste di Puccini, mentre Yanmei Yang, nei panni dell’incantevole Butterfly, ripropone dal vivo le arie più celebri dell’opera.

Dopo il grande successo di Nessun dorma, opera in tre atti liberamente tratta dalla TurandotKinkaleri riesce ancora una volta ad avvicinare i giovanissimi al mondo dell’opera, accompagnandoli nei territori vivi della musica, della scena e dell’immaginazione, grazie a un attento lavoro di ricerca sui linguaggi contemporanei. Intenso, dolcissimo e al tempo stesso tragico, lo spettacolo prodotto da Kinkaleri, in collaborazione con Fondazione Teatro Metastasio e FTS Fondazione Toscana, mostra ancora una volta la straordinaria forza dell’opera lirica: una forma quasi epica, e sempre attuale, di rappresentazione.

MADAMA BUTTERFLY: LA CHINA NATIONAL OPERA HOUSE INAUGURA IL MEETING DI RIMINI

Incontro di tradizioni e sintesi di culture per un evento unico, con 160 artisti in scena
Sarà presente anche l’Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia, Li Ruiyu

La 38° edizione del Meeting per l’Amicizia tra i Popoli apre il suo cartellone artistico nella serata del 20 agosto con una “prima” assoluta di grande effetto emotivo e spettacolare: sarà infatti la Madama Butterfly di Giacomo Puccini portata in scena dalla China National Opera House ad avviare la manifestazione riminese (domenica 20 agosto, Arena Spettacoli UnipolSai D3, Fiera di Rimini, ore 21,45). Si tratta di una produzione inedita in forma di concerto con 160 artisti di Pechino tra cantanti e orchestrali in scena, fedele ambientazione del dramma d’amore di Cio-Cio-San riproposto grazie ai tradizionali costumi dell’Estremo Oriente.

Con il capolavoro di Puccini il 38° Meeting, che ha per tema la forza dell’eredità e la necessità di riscoprire la creatività del dialogo tra contemporaneità e tradizione, tra popoli e tradizioni differenti, si apre con un evento culturale unico per l’Italia, che Otello Cenci, direttore artistico degli eventi di spettacolo del Meeting, descrive come “un memorabile incontro culturale tra diverse e lontane eredità artistiche, un momento di abbraccio tra cultura italiana e cultura cinese così come sarà evidenziato dalla partecipazione di Li Ruiyu, ambasciatore cinese presso il nostro Paese, che ha già assicurato la sua presenza alla prestigiosa serata”.

Tra i massimi prodotti della operistica mondiale, Madama Butterfly è un capolavoro pucciniano che affonda le radici in testi di autori americani. Alla base della vicenda c’è infatti un racconto (omonimo) dello scrittore John Luther Long (1861-1927) pubblicato nel 1898 e basato su vicende “verosimili” narrate nell’ambito dei rapporti tra giapponesi e americani nell’epoca in cui il porto di Nagasaki era il più importante approdo commerciale dell’Oceano Pacifico. Il racconto fu trasformato in una piece dal drammaturgo americano David Belasco (1853 – 1931), proposta in scena in prima rappresentazione a New York nel marzo del 1900. Il dramma fu visto a Londra da Giacomo Puccini (1858-1924) già nell’estate dello stesso anno e suscitò una così grande emozione nel musicista di Lucca da portarlo in breve tempo a chiedere ai librettisti Giuseppe Giacosa e Luigi Illica di trasformare il dramma in un libretto d’opera. «Ne sono preso completamente» ebbe a scrivere Puccini nei suoi diari riferendosi a quella storia intensa e tragica di seduzione, amore e abbandono tra la geisha Cio-Cio San (nome che significa proprio “signora Farfalla”) e l’ufficiale della marina americana Pinkerton, vicenda destinata a concludersi con il suicidio della giovane giapponese.

Ben nota ai cultori della lirica è la travagliata accoglienza destinata all’opera: fischi e fuggi-fuggi alla prima del 17 febbraio 1904, ma successo incontenibile alla riproposizione della versione finale del dramma al Teatro di Brescia (24 maggio 1904). In soli due mesi Puccini riuscì ad apportare quelle modifiche (lunghezza del dramma, suddivisione in tre atti invece che in due, limatura melodica e inclusione di alcune nuove arie) che destinarono la Madama Butterfly a superare il successo delle opere precedenti, Manon Lescaut, La Bohème e Tosca.

Anche questi elementi di travaglio e critica che portarono Puccini a credere nel suo intuito artistico e a modificarne la forma finale rendono l’opera un classico insuperabile, mix di sensibilità dell’estremo oriente su una struttura melodrammatica squisitamente italiana. E proprio nella grande capacità di calarsi in queste due differenti culture musicali sintetizzandole è contenuto il segreto dello spettacolo inaugurale del Meeting. A portare a Rimini la Madama Butterfly è infatti il TEATRO DELL’OPERA NAZIONALE CINESE (CNOH, China National Opera House), poderoso soggetto artistico nato nel 1952, attualmente il più grande e importante teatro stabile cinese, che comprende una troupe operistica, un coro, un’orchestra sinfonica, un centro di progettazione e realizzazione scenografica. In oltre 50anni di vita, il CNOH ha portato in scena in patria e nei maggiori teatri lirici del mondo tutte le più grandi opere liriche della tradizione occidentale, dalla Traviata al Rigoletto, dal Tannhauser all’Aida, dalla Carmen al Barbiere di Siviglia. A dirigere l’orchestra sarà il maestro Yang Yang, direttore di eccezionale esperienza internazionale (Deutsches Symphonie Orchester di Berlino, Orchestra Filarmonica di Roma, Verona Opera House, Cannes Symphony Orchestra….) e con collaborazioni con musicisti di primo piano come Gidon Kremer, Lynn Harrel, Lang Lang, Sabine Meyer. In Italia ha già partecipato come direttore ai cartelloni del Ravello Festival e del Festival di Taormina. Saranno invece Yao Hong (soprano) e Li Shuang (tenore) a dare voce e presenza scenica ai due protagonisti della Madama Butterfly in quella che si presenta già come una delle serate più ricche ed emozionanti per il Meeting per l’Amicizia tra i Popoli del 2017.

Pubblicato da Elio Crociani su Venerdì 18 agosto 2017

MADAMA BUTTERFLY

di Giacomo Puccini

Arena di Verona

(prima rappresentazione), 13, 22, 29 luglio 2017 – ore 21.00

11, 19 agosto 2017 – ore 20.45 

Sabato 8 luglio alle 21.00 torna sul palcoscenico dell’Arena di Verona Madama Butterfly,tragedia giapponese in tre atti su musica di Giacomo Puccini e libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa. L’opera è proposta nell’allestimento firmato per regia e scene da Franco Zeffirelli, impreziosito dai costumi del premio Oscar Emi Wada, con i movimenti coreografici di Maria Grazia Garofoli.

Sul podio, per le sei rappresentazioni, Jader Bignamini.

Repliche: 13, 22, 29 luglio 2017, ore 21.00 – 11, 19 agosto 2017, ore 20.45

Giacomo Puccini inizia la stesura di Madama Butterfly nel 1901, tuttavia la partitura, a causa di numerose interruzioni, viene terminata solamente nel 1903. Puccini sceglie il soggetto dopo aver assistito nel giugno 1900 alla tragedia Madame Butterfly di David Belasco, a sua volta tratta da un racconto dell’americano John Luther Long dal titolo Madam Butterflypubblicato nel 1898.

Per la realizzazione del dramma Puccini si documenta minuziosamente aiutato da Sada Yacco, nota attrice giapponese che gli illustra con accuratezza usi e costumi del popolo orientale. Il compositore di Lucca traccia quindi un dramma psicologico estremamente moderno che segue la storia interiore della protagonista sullo sfondo di un Giappone da cartolina. Tale profondità introspettiva risulta però estranea al pubblico di inizio Novecento, al punto che la Prima meneghina del 17 febbraio 1904 si rivela un fiasco colossale, come scrive una delle sorelle di Puccini in una lettera al marito: «Siamo arrivati in fondo non so come. Il secondo atto non l’ho sentito affatto e, prima che l’opera finisse, siamo scappati dal teatro». Solo tre mesi dopo, al Teatro Grande di Brescia, l’opera ottiene il meritato riconoscimento, di cui gode ancora oggi.

Il titolo pucciniano, in scena all’Arena di Verona dal 1978 in sei diverse edizioni con 71 rappresentazioni, è proposto nello spettacolare allestimento del 2004 – ripreso nel 2006, 2010 e 2014 – con regia e scene di Franco Zeffirelli, costumi di Emi Wada e i movimenti coreografici di Maria Grazia Garofoli.

Protagonisti per il Festival 2017, diretti da Jader Bignamini, Oksana Dyka (8, 13, 22/7),  Sae-Kyung Rim (29/7) e Hui He (11, 19/8) nel ruolo principale di Cio-Cio-San, mentre Marcello Giordani (8, 13, 22/7) e Gianluca Terranova (29/7 – 11, 19/8) interpretano F. B. Pinkerton; Silvia Beltrami (8, 13, 22/7) e Anna Malavasi (29/7 – 11, 19/8) vestono i panni della servaSuzuki, mentre Alessandro Corbelli (8, 13/7), Stefano Antonucci (22, 29/7 – 11/8) e Alberto Gazale (19/8) si alternano nel console SharplessKate Pinkerton è interpretata da Alice Marini,Goro da Francesco Pittari, Il Principe Yamadori da Nicolò Ceriani e Lo zio Bonzo da Deyan Vatchkov.

Completano il cast Il Commissario imperiale interpretato da Marco Camastra, l’Ufficiale del registro da Dario Giorgelè, La Madre di Cio-Cio-San da Tamta Tarieli e La Cugina da Marina Ogii (8, 13, 22/7) ed Elena Borin (29/7 – 11, 19/8).

Impegnati l’Orchestra, il Coro preparato da Vito Lombardi, il Corpo di ballo coordinato da Gaetano Petrosino e i Tecnici della Fondazione Arena di Verona, insieme a numerose comparse.

Direttore Jader Bignamini
Regia Nicola Berloffa
Scene Fabio Cherstich
Costumi Valeria Donata Bettella
Luci Marco Giusti
Videomaker Paul Secchi
Assistente alla regia Sara Vailati
Assistente alle scene Sofia Borroni
Drammaturgia Alexandra Jud
Maestro del Coro Piero Monti

Operatori di ripresa Fabrizio Lo Grasso, Massimiliano Aiello, Pippo Biondo, Gabriele Milone
Aiuto regia Davide Vallone
Regia televisiva Antonio Di Giovanni
Coordinatore Gery Palazzotto

Nuovo allestimento in coproduzione con il Macerata Opera Festival

Cio-Cio-san Hui He
Suzuki Anna Malavasi
Kate Pinkerton Milena Josipovic
F. B. Pinkerton Brian Jagde
Sharpless Giovanni Meoni
Goro Mario Bolognesi
Il principe Yamadori Vittorio Albamonte
Lo zio Bonzo Manrico Signorini
Commissario imperiale Cosimo Diano
Ufficiale del registro Antonio Barbagallo
Lo zio Yakusidè Alfio Marletta
La madre Damiana Li Vecchi
La cugina Manuela Ciotto
La zia Mariella Maisano

Orchestra e Coro del Teatro Massimo

Pubblicato da Elio Crociani su Giovedì 12 febbraio 2015

Pubblicato da Elio Crociani su Giovedì 20 giugno 2013

Pubblicato da Elio Crociani su Domenica 19 giugno 2011

Pubblicato da Elio Crociani su Mercoledì 4 aprile 2012

 Macerata Sferisterio 35th Opera Season
1999

 Conductor Massimo De Bernart
Orchestra Filarmonica Marchigiana
Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini”
Maestro del coro Carlo Morganti
Directed by Henning Brockhaus
Set design
Csaba Antal Costumes by Nana Cecchi

Fiorenza Cedolis (Madama Butterfly – Cio Cio San)
Pietro Ballo (F.B. Pinkerton, Cinzia De Mola (Suzuki)
Alberto Mastromarino (Sharpless)

Arena Verona 2004

Cio-Cio-San, Fiorenza Cedolins
Suzuki, Francesca Franci
Kate Pinkerton, Mina Blum
F. B. Pinkerton, Marcello Giordani
Sharpless, Juan Pons
Goro, Carlo Bosi
Il Principe Yamadori, Alessandro Battiato
Lo zio Bonzo, Carlo Striuli
Il Commissario Imperiale, Angelo Nardinocchi
L’Ufficiale del Registro, Nicola Troisi

Regia Franco Zeffirelli

Scene Franco Zeffirelli

Costumi Emi Wada

Orchestra Orchestra dell’Arena di Verona

Direttore Daniel Oren

Coro Coro dell’Arena di Verona

Maestro Coro Marco Faelli

Pubblicato da Elio Crociani su Giovedì 4 luglio 2013

Pubblicato da Elio Crociani su Giovedì 4 luglio 2013

Pubblicato da Elio Crociani su Mercoledì 19 giugno 2013

4 comments on “Madama Butterfly

  1. admin

    TeatrOPERAndo 2015: “Madama Butterfly”

    Si è inaugurata la nuova stagione autunnale di TeatrOPERAndo, la manifestazione musicale felsinea presieduta dal baritono Alessandro Busi, che in questa edizione 2015 promuove la rinnovata location del Teatro Bristol molto funzionale e dotato di buona acustica, che però fa rimpiangere quel gioiello architettonico del Teatro 1763 di Villa Mazzacorati Aldrovandi con una capienza purtroppo limitata rispetto alla richiesta di un pubblico numericamente superiore. Tre sono i titoli di grande richiamo: la pucciniana “Madama Butterfly”, “La vedova allegra” di F. Lehàr e il “Nabucco” di Verdi. La lacrimevole storia della giapponesina sedotta abbandonata e suicida per amore è una vicenda umana che esercita sempre quel ricatto dei sentimenti a cui è difficile sottrarsi per la teatralità che induce a un’emozione forte. Sul palcoscenico del Bristol Monica Delli Carri è una Butterfly lontana dal consueto armamentario di leziosità che alternano il sorriso alla lacrima facile; ma fa vivere fino in fondo gli scatti improvvisi con cui si traducono i repentini passaggi del dramma che sta vivendo la giovane protagonista con una timbrica bella e omogenea che vari di pari passo con un fraseggio ben articolato e curatissimo, ricco di un temperamento passionale che crea una visione moderna del personaggio approfondito in ogni sfaccettatura. “Un bel dì vedremo” gode di una bella purezza d’accento; come pure “Dormi amor mio” suggella una dolcezza dolorosa che trascolora in una sottile vibrazione ricca di umanità; e il “Tu, piccolo Iddio” sottolinea una pagina carica di drammaticità espressa con grande sentimento. La sfumata tavolozza di Dragan Babic che l’accompagna al piano traduce i chiaroscuri calzanti tutti accenni e implicazioni psicologiche.

    Maurizio Leoni rifinisce uno Sharpless intenso con timbro bello retto da una precisa intonazione e da un fraseggio curato. Ma non tutti gli interpreti sembrano rispondere positivamente a questa Butterfly. Alessandro Goldoni è un Pinkerton demotivato che canta svogliatamente, quasi scocciato di stare sul palcoscenico. Ma se così fosse, perché mai portare in scena un personaggio di per sé già scomodo quando non si è convinti. E anche Makiko Fukuda è una Suzuki vocalmente poco convincente. Va bene che è un’autentica orientale e per giunta carina, ma non basta. Peccato perché il duetto dei fiori ne esce penalizzato. Buon professionista è Antonio Marani nel triplice ruolo del principe Yamadori e del commissario imperiale e di ufficiale del registro; e ancora lo zio Bonzo è Masashi Tomosugi, Kate Pinkerton è Linda Ducheria. Completano il cast il Coro Opera House di Bologna diretto da Mirko Ranzato e la regia appropriata di Stefano Consolini che si ritaglia il ruolo di Goro interpretato con intelligenza e raffinata ironia. Ma si ha l’impressione che l’intero spettacolo ricada sulle spalle di Monica Delli Carri a cui va l’onore e l’onere di condurre in porto un’opera che fortunatamente le è congeniale, ma che necessiterebbe di un supporto più consistente che in realtà non c’è.

    Bologna, novembre 2015,

    Claudia Mambelli

  2. Marco Leo

    UNA DISCUSSA BUTTERFLY A TORINO

    La Madama Butterfly proposta al Teatro Regio di Torino con regia di Damiano Michieletto ha fatto molto discutere, generando tra gli spettatori due opposti schieramenti (che, curiosamente, non coincidevano del tutto con i tradizionali ammiratori ed esecratori delle regie moderne: si sono visti alcuni tradizionalisti convinti dalla lettura di Michieletto, e certi avanguardisti che commentavano con unalzata di spalle). Le polemiche erano scontate, data la scelta di ambientare la vicenda ai giorni nostri, in una metropoli asiatica in cui gli occidentali si recano per turismo sessuale (non in Giappone, dato che si suppone che il Paese al giorno doggi non sia pi meta di questo genere di viaggi). La casetta di Butterfly un cubo di plexiglas che allinizio dellopera accoglie giovani ragazze in cerca di clienti, con le quali Pinkerton sintrattiene attendendo la sposa; e il tenente americano un mezzo pedofilo che vuole sfruttare sessualmente la quindicenne innamorata di lui, con la quale non riesce nemmeno ad avere un dialogo.
    Ora, in questa bagarre di polemiche (che ha diviso anche gli interpreti: cantanti schierati col regista e direttore contro) chi ha torto e chi ha ragione? per una volta posso affermare che forse la ragione sta nel mezzo. Se si rifiuta a priori che lallestimento di unopera possa ricorrere a soluzioni registico-scenografiche diverse da ci che era strettamente previsto dagli autori, la Butterfly di Michieletto da rifiutare in toto. Ma se si accetta il principio che, fatta salva la drammaturgia, ci possano essere trasposizioni spazio-temporali, bisogna riconoscere che lallestimento torinese, tranne che per alcuni dettagli, era in se stesso coerente e funzionava. I principali dettagli fuori posto sono presto detti: il duetto del finale I, nel quale Pinkerton e Butterfly cantano rimanendo costantemente a distanza (lui dentro la casetta, lei sul tetto), per illustrare la mancanza di comunicazione tra i due… ma non sarebbe stato pi efficace raffigurare un Pinkerton che grava come un falco sulla giapponesina in attesa di piombarle addosso? e il modellino di automobile che Butterfly e il bimbo contemplano quando pensano allAmericano lontano, non avrebbe potuto essere sostituito con una moderna portaerei?
    Tolti questi ed altri minori dettagli, la nuova regia ha saputo mettere in luce lessenza del dramma pucciniano, ed in particolare scavare nel carattere di Pinkerton mettendone in luce tutta lodiosit; stata in questo senso geniale lultima scena, nella quale il tenente arriva invocando il nome di Butterfly, ma appena vede il bimbo che ha interesse a portar via lo rapisce a forza senza nemmeno guardare il corpo ormai senza vita di Cio-Cio-San. Ben ha sposato la lettura registica il tenore Massimiliano Pisapia, che ascoltiamo in una delle sue migliori performance degli ultimi anni: la voce, nei suoi sforzi non mascherati, rende bene la personalit sfacciata dellAmericano che Michieletto ha voluto raffigurare in tutta la sua crudezza. Il soprano Hui He, nel ruolo della protagonista, con la sua voce calda e corposa propone uninterpretazione matura del personaggio, che sposta lingenuit di Butterfly su un piano puramente psicologico. Sharpless ben reso, scenicamente, dal baritono Simone Alberghini, che si era ascoltato altre volte in condizioni vocali migliori. Il personaggio di Suzuki tende a scomparire: ci non stupisce, se il mezzosoprano che la interpreta (Giovanna Lanza) afferma che, nelle note iniziali di regia, Michieletto aveva completamente trascurato lesistenza della cameriera.
    Il direttore Pinchas Steinberg, nonostante i contrasti col regista, ha saputo scolpire a tinte forti il dramma di Butterfly rendendo giustizia alla definizione pucciniana di tragedia (giapponese) (giapponese va in parentesi perch, lo si sar capito, in scena il Giappone non si vede). I complessi artistici del Regio si confermano di ottimo livello.
    Resta una domanda: a chi allopera va abitualmente quasi tutte le settimane, e di Butterfly ne ha vista pi duna, un allestimento come questo suggerisce importanti riflessioni; ma siamo sicuri che chi allopera di solito non va sia aiutato da una regia di questo genere a comprendere il lavoro pucciniano, e sia stimolato ad accostarsi pi di frequente al teatro lirico?

    Marco Leo

  3. claudio listanti

    Lo spettacolo, comunque, ha avuto un lusinghiero successo di pubblico
    Una Butterfly senza slancio
    Al Teatro dell’Opera di Roma con la direzione di Daniel Oren

    E stata una Madama Butterfly senza slancio. Cos possiamo compendiare il nostro giudizio dopo aver assistito ad una recita del capolavoro pucciniano andato recentemente in scena al Teatro dellOpera di Roma. Infatti, nel complesso, tenendo conto di tutte le componenti dello spettacolo, lesecuzione risultata piuttosto dimessa bilanciata da un successo che da attribuirsi agli straordinari valori musicali che la partitura di Giacomo Puccini indiscutibilmente contiene e, che, le consentono sempre di colpire il cuore e la sensibilit dellascoltatore.

    Iniziamo la nostra analisi dalla parte visiva dello spettacolo che si basava su un allestimento di Aldo Rossi, molto conosciuto perch utilizzato spesso nei teatri dopera. E costruito su un impianto scenico a pi piani, piuttosto scarno, la cui visone dinsieme richiama pi le caratteristiche di un centro commerciale che lesotismo giapponese. Fortunatamente i bei costumi di Anna Maria Heinreich e la regia di Stefano Vizioli, ne arricchivano la vista soprattutto con lutilizzo delle ombre e con dei movimenti molto appropriati per il dramma che si sviluppava sulla scena, il tutto completato da un appropriato uso delle luci, curate da Franco Marri, che ci restituivano un po di quel colore giapponese che riteniamo indispensabile per un’opera come Butterfly.

    Per quanto riguarda la compagnia di canto (ci riferiamo alla recita del 26 maggio) anchessa risultata piuttosto debole. La straordinaria e difficile parte di Cio-Cio-San era stata affidata alla cinese Xiu Wei Sun che ci ha offerto uninterpretazione molto curata nella recitazione che metteva molto bene in risalto tutti i sentimenti che animano le gesta della giovane e sfortunata protagonista. La sua interpretazione vocale, per, ci sembrata inferiore alle esigenze della parte affidatale che possiede una linea di canto molto complicata, come spesso avviene in Puccini, che spazia da momenti dolcemente lirici a momenti altamente drammatici. Xiu Wei Sun, pur possedendo una buona tecnica di canto ci sembrata spesso a disagio con le particolarit vocali illustrate offrendo, quindi, una prestazione poco convincente.

    La parte di Pinkerton vedeva la partecipazione di Neil Shicoff, cantante di fama mondiale, in possesso di una luminosa e lunga carriera che lo ha portato ad avere successo presso tutti i pi importanti palcoscenici del mondo. La caratteristica di Shicoff stata quella di possedere una voce duttile, sempre molto elegante, preziosa nel rendere con efficacia i personaggi da lui interpretati. Purtroppo, oggi, ha perso molte di queste sue peculiarit e, pur esibendo sempre una voce di straordinario impianto vocale, il suo canto sembra a disagio con la difficile tessitura pucciniana risultando, allascolto, spesso molto dura nelle emissioni.

    Alberto Mastromarino era Sharpless, parte molto difficile, soprattutto drammaturigicamente, per questa sua posizione di ponte tra la baldanza e la superficialit di Pinkerton e lanimo delicato ed innamorato di Cio-Cio-San che il cantante ha reso con efficacia aiutato anche dalla sua bella voce di baritono.

    Per quanto riguarda gli altri personaggi, Francesca Franci ci ha offerto una commovente Suzuki con Mario Bolognesi che ha dato a Goro tutta la sua esperienza. Il resto della compagnia ci sembrato appropriato con Anastasia Boldyreva (Kate Pinkerton), Armando Gabba (Yamadori), Carlo Striuli (Lo Zio Bonzo), Daniele Massimi (Yakusid), Angelo Nardinocchi (Il Commissario Imperiale) per finire con Massimo Mondelli (LUfficiale del Registro), Emanulela Lucchetti (Madrei di Cio-Cio-San), Carla Guelfi (La Zia) e Cristina Tarantino (La Cugina).

    Terminiamo con Daniel Oren che, alla guida dell’ Orchestra del Teatro dell’Opera, ha diretto e concertato lo spettacolo, cercando sempre di trovare quello slancio di cui abbiamo parlato prima. Nonostante abbia messo a disposizione tutta la sua bravura e la sua esperienza che unite alla passione ed allentusiasmo producono sempre delle interpretazioni di ottimo livello, non riuscito a dare allo spettacolo il necessario smalto. Ci dipende, a nostro giudizio, dal fatto che le esecuzioni romane spesso risentono della vorticosa girandola di cantanti chiamati per le recite, tutte programmate un giorno dopo laltro. Questo stato dei fatti conduce a delle esecuzioni alle quali manca quella amalgama necessaria alla riuscita di uno spettacolo come lopera lirica al quale contribuiscono molte componenti tra le quali necessario, se non indispensabile, il massimo affiatamento.

    Tale fenomeno evidente anche con un direttore della statura di Daniel Oren che, comunque, ha fornito una prova molto intensa e del quale approviamo la scelta di eseguire la Butterfly, come previsto nelledizione originale, unendo secondo e terzo atto, annullando cos gli effetti negativi che quella brusca interruzione produce sullo sviluppo drammatico di tutta lopera. Il coro a bocca chiusa, per inciso ben eseguito dal Coro del Teatro dellOpera diretto da Andrea Giorgi, ha una funzione di collegamento fra le due scene anzich conclusive e sospensive, come siamo abituati ad ascoltare.

    La recita stata molto applaudita dal pubblico che ha chiamato pi volte al proscenio tutti gli interpreti. Abbiamo notato con piacere che alla recite era presente un numerossimo pubblico a dimostrazione della validit e della popolarit che lopera lirica gode nel nostro paese, fenomeno che dimostra ogni giorno di pi di essere nel DNA degli italiani, elemento che va salvaguardato senza condizionamenti.

    Claudio Listanti
    claudio.listanti@voceditalia.it

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