L’Elisir d’amore

Posted by on July 30, 2020

https://www.raiplay.it/video/2018/07/Elisir-d-amore-74497996-ebf3-40df-92f8-98d37d7eadc4.html  Sferisterio Macerata 2002 Regia Saverio Marconi Stage Designer Antonio Mastromattei Costume Designer Silvia Aymonino Lightning Designer Fabrizio Gobbi Conductor Niels Muus Orchestra Filarmonica Marchigiana Coro Lirico Marchegiano Vicenzo Bellini Chorus Master Carlo Moranti  Valeria Esposito, Aquiles Machado, Enrico Marrucci, Erwin Schrott, Roberta Canzian  Regia Tv Andrea Bevilacqua https://www.raiplay.it/video/2018/07/Elisir-d-amore-74497996-ebf3-40df-92f8-98d37d7eadc4.html Macerata Opera Festival 2018 Nemorino  John Osborne

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 Sferisterio Macerata 2002

Regia Saverio Marconi
Stage Designer Antonio Mastromattei
Costume Designer Silvia Aymonino
Lightning Designer Fabrizio Gobbi

Conductor Niels Muus
Orchestra Filarmonica Marchigiana
Coro Lirico Marchegiano Vicenzo Bellini
Chorus Master Carlo Moranti

 Valeria Esposito, Aquiles Machado, Enrico Marrucci, Erwin Schrott, Roberta Canzian

 Regia Tv Andrea Bevilacqua

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Macerata Opera Festival 2018
Nemorino  John Osborne
Adina  Mariangela Sicilia
Dulcamara  Alex Esposito
Belcore  Iuri Samoilov

Direttore Francesco Lanzillotta
Regia  Damiano Michieletto
Orchestra Filarmonica Regionale Marchigiana
Coro Bellini

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Conductor
Domingo Hindoyan

Regia
Bartlett Sher

Set designer
Michael Yeargan

Costume designer
Catherine Zuber

Lighting designer
Jennifer Tipton

Revival stage director
Gina Lapinski

Giannetta
Ashley Emerson

Nemorino
Matthew Polenzani

Adina
Pretty Yende

Sgt. Belcore
Davide Luciano

Dr. Dulcamara
Ildebrando D’Arcangelo

Recitative accompanist
Jonathan C. Kelly

Vittorio Grigolo (Nemorino)
Eleonora Buratto (Adina)
Michele Pertusi (Dulcamara)
Mattia Olivieri (Belcore)
Sofia Mechedlishvili (Giannetta)

Regia Grischa Asagaroff

Orchestra Teatro alla Scala
Conductor Fabio Luisi

Production from 2015
Co-Production Palau de les Arts (Valencia), Teatro Real (Madrid)

Stage Director
Damiano Michieletto

Set design
Paolo Fantin

Music director
Thomas Rösner

Olga Peretyatko, Dmitry Korchak, Aris Argiris, Simon Orfila, Maria Savastano

Audio-visual producer
La Monnaie / De Munt

Film director
Leonid Adamopoulos

DIRETTORE
Daniele Rustioni

REGIA
Rosetta Cucchi

ADINA
Anna Corvino

NEMORINO
Juan Francisco Gatell

BELCORE
Gezim Myshketa

IL DOTTOR DULCAMARA
Michele Pertusi

GIANNETTA
Anna Maria Sarra

MAESTRO DEL CORO
Paolo Vero

SCENE
Tiziano Santi

COSTUMI
Claudia Pernigotti

LUCI
Marco Cittadoni

Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna
Allestimento in coproduzione tra TCBO e Wexford Festival Opera

2005

Nemorino Rolando Villazon
Adina Anna Netrebko
Belcore Leo Nucci
Dulcamara Ildebrando d’Arcangelo
Choir & Orchestra Wiener Staatsoper
Conductor Katrina Fibich

Regia Otto Schenk

https://operlive.de/liebestrank/

L’ELISIR D’AMORE

Il capolavoro di Donizetti si tinge di country
STAGIONE LIRICA 2019 DELLA FONDAZIONE ARENA
TEATRO FILARMONICO, 17-24 NOVEMBRE 2019

L’Elisir d’amore, 2017

Domenica 17 novembre alle 15.30 va in scena al Teatro Filarmonico L’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti, con l’allestimento del Maggio Musicale Fiorentino curato da Pier Francesco Maestrini (scene di Juan Guillermo Nova, costumi di Luca Dall’Alpi e luci di Paolo Mazzon) che colloca la vicenda nel Midwest americano degli anni ’70, con un cast di giovani interpreti diretti dal maestro svedese Ola Rudner.

Repliche:

martedì 19 novembre ore 19.00

giovedì 21 novembre ore 20.00

domenica 24 novembre ore 15.30

La stagione lirica al Teatro Filarmonico della Fondazione Arena di Verona prosegue nel suo Viaggio in Italia nel tempo e negli stili con il titolo più emblematico dell’opera semiseria nonché il più rappresentato al mondo di Gaetano Donizetti (1797-1848). Infatti L’Elisir d’amore gode da sempre di grande attenzione e numerose rappresentazioni a Verona: sono attestate diverse recite nei teatri cittadini sin dal 1838, appena sei anni dopo la prima assoluta dell’opera e, insieme a Il Barbiere di Siviglia, è l’unico titolo che sia mai stato eseguito in Arena molto prima della creazione del Festival (correva l’anno 1856). Il Festival estivo lo mise in scena nello storico anfiteatro nel 1936 mentre l’Ente lirico, poi Fondazione, l’ha ripreso più volte nella storia del Teatro Filarmonico, dove è stato sempre accolto con successo dal 1981 al 2013 con interpreti del calibro di Alida Ferrarini, Giuseppe Taddei, Max Renè Cosotti, Carlo Desderi, Zoltan Kelemen, Vittorio Grigolo, Irina Lungu, Francesco Demuro, Carlo Lepore, Francesco Meli, Serena Gamberoni e Bruno De Simone.
Per la rassegna autunnale L’Elisir d’amore torna in scena con un nuovo allestimento arguto e spassoso, realizzato per la stagione estiva del Maggio Musicale Fiorentino e, grazie al suo successo, entrato in breve tempo nel repertorio dell’Opera di Firenze. Per il maestro Gianandrea Gavazzeni, conterraneo del compositore, il paesaggio naturale dell’Elisir non poteva che essere ispirato alle colline bergamasche; la vicenda è in realtà collocata dal libretto di Romani in un paese basco ed è ispirata al francese Le Philtre di Auber e Scribe (a sua volte proveniente da rimaneggiamenti di novelle di Malaperta di Rousseau), e ciò basterebbe per dimostrare che, anche se trasposta in altri contesti, non perde i propri caratteri universali, siano essi farseschi, buffi, teneri od umani. Inesauribilmente forte e felice è l’invenzione di Donizetti: indimenticabile ne è la musica e tali lo sono il protagonista Nemorino, innamorato non corrisposto, la ben più spigliata Adina, lo smargiasso in divisa Belcore, l’adorabile ciarlatano Dulcamara che spaccia alcolici annacquati per bevande miracolose.
Libero di creare grazie a questo principio ma mantenendo sempre una forte coerenza con il testo originale, il regista Pier Francesco Maestrini, con le scene di Juan Guillermo Nova, i costumi di Luca Dall’Alpi e le luci di Paolo Mazzon, colloca la vicenda nel Midwest americano, in quella Corn-Belt rurale non troppo diversa dal paesaggio bergamasco probabilmente immaginato da Donizetti. Qui l’umile Nemorino ha più di un motivo per essere lo zimbello della piccola comunità sfiorata dalla Route 66 e l’indipendente Adina, nella sua stazione di servizio, non può che cedere alle lusinghe e alle promesse di figure di passaggio come lo spavaldo Belcore e il vistoso Dulcamara. Gag e citazioni visive degli anni ’70 pop e country abbondano nel divertente spettacolo di Maestrini, che ha già firmato a Verona due acclamate produzioni rossiniane innovative per l’interazione con proiezioni e cartoon: «nel repertorio brillante la vicenda è un pretesto per raccontare una storia e sviluppare situazioni divertenti che trattano temi universali. È relativamente facile decontestualizzare e portare la vicenda dove si ritiene che possa funzionare. Certe associazioni avvengono in base a quello che piace a ciascuno di noi, quasi in automatico: parto sempre dalla musica, essendo musicista, e mi rendo conto di cosa possa avere i tempi comici o meno e di come possa creare una gag».
Dal 17 al 24 novembre per quattro recite salgono sul palcoscenico del Teatro Filarmonico giovani interpreti provenienti da tutto il mondo, alcuni dei quali al loro esordio a Verona: Nemorino è interpretato dal tenore Francesco Demuro, che proprio con questo titolo ha debuttato a Verona nel 2009, mentre l’amata ma capricciosa Adina è il soprano Laura Giordano; il baritono cinese Qianming Dou è Belcore ed Elisabetta Zizzo è Giannetta. Accanto a loro nei panni del Dottor Dulcamara torna l’esperto buffo Salvatore Salvaggio, dopo il recente impegno nel Matrimonio segreto.
Eccezionalmente per questa produzione il Coro è preparato dal giovane maestro veronese Matteo Valbusa mentre alla guida dell’Orchestra c’è il direttore svedese Ola Rudner, più volte applaudito a Verona nel repertorio sinfonico e qui al proprio debutto operistico con i complessi artistici areniani.

Con L’Elisir d’amore, secondo titolo della rassegna autunnale, prosegue l’iniziativa Ritorno a Teatro rivolta al mondo della Scuola all’interno della proposta Arena Young 2019-2020: martedì 19 novembre alle ore 18.00 e giovedì 21 novembre alle ore 19.00 gli studenti delle classi elementari, medie e superiori, i loro familiari, gli insegnanti, i dirigenti scolastici e il personale ATA potranno assistere allo spettacolo a prezzo speciale: € 6,00 per gli studenti e € 12,00 per gli adulti. L’incontro propone anche un Preludio all’Opera, momento introduttivo durante il quale viene spiegata la trama e vengono forniti ai ragazzi elementi utili per la comprensione dello spettacolo, grazie alla partecipazione di alcuni dei protagonisti; segue quindi un
aperitivo nel Bar del Teatro.

Per informazioni e prenotazioni:

Ufficio Formazione della Fondazione Arena di Verona
tel. (+39) 045 8051933 – fax (+39) 045 590638 – scuola@arenadiverona.it

 

Pubblicato da Elio Crociani su Martedì 13 dicembre 2011

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato da Elio Crociani su Giovedì 16 ottobre 2014

Pubblicato da Elio Crociani su Sabato 5 febbraio 2011

Pubblicato da Elio Crociani su Sabato 22 ottobre 2011

Maestro Concertatore e Direttore Simon Krecic
Regia e Scene Victor Garcia Sierra
Costumi Marco Guion
Light designer Stefano Gorreri
Maestro del Coro Francesca Tosi

Adina Claudia Pavone
Nemorino Francesco Castoro
Il Dottor Dulcamara Bruno De Simone
Belcore Leon Kim
Giannetta Rinako Hara

Allestimento Nausica Opera International
Orchestra, Coro e Tecnici della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

(Stagione lirica e di balletto 2018/2019)

7 comments on “L’Elisir d’amore

  1. Sharri Rigg

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    L’Elisir d’amore, melodramma giocoso di Gaetano Donizetti, dopo il debutto a Capodanno e la replica del 3 gennaio all’Auditorium di Rimini, andato in scena il 6 gennaio, giorno dellEpifania, nella pi degna cornice del Teatro A. Bonci di Cesena soddisfacendo sotto il profilo canoro, musicale e spettacolare tutti gli spettatori, quelli pi esperti ed esigenti e quelli pi giovani, grazie a unidea registica apprezzabile che ha fatto somigliare lopera buffa a un musical con adeguato contorno di balli, costumi, accorgimenti scenografici, uso delle luci. Lallestimento rimasto in sospeso fino allultimo mese, poi fortunatamente si sbloccato dando luogo a uno spettacolo vivo e pulsante, per cui ci si augura che questi doppi appuntamenti del capodanno a Rimini e della Epifania a Cesena continuino anche nei prossimi anni. L’allestimento, curato da Opera Futura, vedeva sul podio la modenese Giulia Manicardi a dirigere con grande musicalit il tripudio di melodie, arie e concertati donizettiane eseguite dall’Orchestra Alighieri di Ravenna e dal Coro Lirico di Rimini Amintore Galli diretto da Matteo Salvemini. La regia e scenografia sono di Paolo Panizza dell’Ufficio Regia dellArena di Verona, che collabora con lo straordinario maestro di regia operistica Pier Luigi Pizzi dal 1984, e ha al suo attivo molte riuscite rappresentazioni in tutto il mondo. Anche questa, come molte opere giocose, si ispira a unopera francese. Il libretto di Felice Romani tratto da “Le Philtre” di Eugene Scribe e ruota attorno al misterioso contenuto dellampolla che Dulcamara spaccia come prodigiosa medicina in grado di fugare ogni malanno, di guarire le pene damore che tormentano il timido Nemorino e perfino di attirare impreviste eredit sullacquirente. Lopera debutt il 12 maggio 1832 nel Teatro della Cannobiana, segnando una svolta nella storia dellopera buffa. In essa lallegria non generata da macchiette stereotipate, bens dal bagaglio di pregi e difetti di ogni personaggio e dal suo mondo psichico ed emotivo che si traduce in musica, commuovendo e coinvolgendo lo spettatore. Il regista ha posto al centro della scena unenorme bottiglia di elisir di color rosso demoniaco e davvero tutto sembra cambiare dopo che Nemorino ha bevuto la magica pozione. Sconfitte timidezza e senso di inferiorit verso Adina, colta lettrice di classici, si imporr con la forza dei sentimenti, sconfiggendo Belcore, pericoloso rivale che gli contende lamata. Credere che una misteriosa pozione possa risolvere tutti i nostri guai una tendenza mai sconfitta e tuttora presente quando si pretende la medicina per ogni malanno ottenendo spesso soltanto un effetto placebo, o si cercano filtri per conquistare chi non ci ama o, ancora, e pi terribile perch riguarda in particolare i giovani, si prende coraggio da sostanze nefaste come alcool e droghe. Come in ogni favola sentimentale che si rispetti, quando Nemorino ha la forza di esprimere ad Adina i suoi sentimenti, tutto va al giusto posto, senza drammi anzi con unevidente capacit di ciascuno di rigenerarsi nella nuova situazione. Nellarredo bianco e nei costumi candidi del primo atto si coglie lingessatura di una comunit chiusa e autoreferenziale, travolta dallarrivo di una pattuglia di soldati guidata da Belcore che subito corteggia Adina, e infine dal fracasso indotto dallimbonitore Dulcamara. La deliziosa Paola Cigna, nel ruolo di Adina, ha confermato le doti di soprano agile e colorito aggiungendo alle propriet vocali consolidate nel repertorio barocco e nel melodramma uninedita capacit di muoversi sulla scena quasi danzando, partecipe di un certo clima movimentato corale che si propone nellopera fin dallinizio diventandone il tratto stilistico. Avvincente la Barcarola in cui canta attraversando il palco su una postazione mobile come su una gondola deliziosamente veneziana nellatto di remare.. Seung Hwan Yun ha sfoggiato una voce di tenore lirico con tratto di grazia de Una furtiva lacrima nella romantica scena notturna di luci soffuse e fondo blu su cui cala una grande luna dargento contornata di stelle. Ottimi Stefano Cianci nel ruolo di Belcore ed Elisa Naffi in quella di Giannetta, che hanno cantato e recitato con perfetta padronanza scenica. Infine il personaggio chiave, quello attorno al quale ruota lopera, il basso Marco Bussi nel ruolo di Dulcamara, applauditissimo durante lopera e nel finale, che ha calcato molto sul suo ruolo risultando talvolta un po caricaturale, ma indubbiamente piaciuto molto, soprattutto al pubblico pi giovane. Vestito con un abito da cerimonia dai colori viola-lilla spiccante su tutti gli altri, ha corso, saltato, si agitato senza tregua facendo passare in secondo piano la prestazione canora e comunque rendendola distante da come siamo usi sentirla. Il Coro Lirico di Rimini Amintore Galli ha cantato, ballato e recitato insieme al corpo di ballo Opera Futura-Estemporada di Sassari, nella geniale costumistica di Artemio Cabassi in stile anni cinquanta che sembrava richiamare, nei frequenti e diversi pois delle stoffe di abiti a vita stretta con ricche gonne arricciate il divismo cinematografico degli anni cinquanta, passando dal bianco immacolato del primo atto alla policromia e allestrosit del secondo atto, dopo lingresso dei visitatori nella tranquilla comunit di campagna. Un plauso particolare va alle belle luci di Fiammetta Baldisserri, che hanno colorato il palcoscenico con emozionante inventiva e un ringraziamento al Prof. Mauro Casadei Turroni Monti che ha presentato lopera quella sera stessa in anteprima nella Sala Morellini del Teatro Bonci.

    Attilia Tartagni 10.01.2012.

  3. Giosetta Guerra

    Teatro Pergolesi di Jesi

    Un gradevole e leggiadro Elisir damore

    (23 ottobre 2011)

    Di Giosetta Guerra

    Ma lo sarebbe stato ancor di pi se lorchestra avesse tenuto sonorit pi contenute e ci avesse fatto udire fin dallinizio la voce di Adina. Il soprano leggero di coloratura Angela Brun, vestita e pettinata come Biancaneve, era scenicamente unAdina perfetta; fresca vincitrice di premi in Australia e in Austria, ha voce musicale, ma non di grande spessore e labbiamo sentita meglio nel secondo atto quando lorchestra ha abbassato i toni. Il giovanissimo soprano australiano sa essere melodiosa nel dialogo con Nemorino, Belcore, Giannetta e coro Adina, credimi, te ne scongiuro ecc. ecc., una pagina sublime che musicalmente arriva nelle corde pi intime e che col frizzo in orchestra nel crescendo di rossiniana memoria chiude il primo atto; fa emergere la sua arte canora nellaria finale di struggente bellezza con cabaletta pirotecnica Prendi, per me sei libero con base sonora sommessa, evidenziando partecipazione emotiva, uso esatto delle dinamiche vocali, messa di voce, modo di porgere armonioso, progressioni acute luminose, sbalzi, trilli, filati di tipo rossiniano.
    Le sta accanto un Nemorino fisicamente perfetto, dallaria ingenua e un po sognante, dal gesto timido e riservato. Il tenore leggero Yijie Shi sembra un fanciullo, minuto e curioso, si muove bene in palcoscenico e vocalmente non ha problemi di scendere e salire ai gravi e agli acuti/sovracuti, di fare lunghe frasi senza prendere fiato e di mantenere unemissione piena e sicura ma non soave, il tenore cinese canta quasi sempre sul forte, eludendo la tinta elegiaca e patetica del personaggio, assolutamente necessaria almeno nella Furtiva lagrima, quindi dovrebbe perfezionare la flessibilit vocale e larte del canto sfumato.
    Il baritono coreano Julian Kim un Belcore dalle mille sfaccettature, caricaturale, narciso e infantile si atteggia alla Hitler, si specchia di continuo e tiene in mano un pelouche. una figura esilarante che non deborda ma fa ridere. D spessore al personaggio con un mezzo vocale di bella pasta, ampio, timbrato e corposo, duttile nel canto sillabato e cadenzato, sicuro nellemissione e nella tenuta del suono, versatile nelle agilit e nel recitar cantando. Bravo!

    Come laffabulatore delle genti, finalmente un Dulcamara giovane, bello e sexy, dal gesto pomposo e vestito da mago, interpretato dal basso Mattia Olivieri, formidabile attore e bravo cantante; la voce agile e di bel timbro gradevole usata in modo appropriato, risultata un po chiara ed espansa pi in zona acuta in Udite o rustici, dove il sillabato lento non era sostenuto dallorchestra, ma pi timbrata nella Barcaruola a due voci e in tutto il secondo atto.
    Armoniosa e usata con destrezza la voce di Elide De Matteis nel ruolo di una Giannetta vezzosa.

    Anche la gente di paese ha un ruolo protagonista nella storia e il Coro Lirico Marchigiano V. Bellini, diretto dal M David Crescenzi, la rappresenta con abilit teatrale e autorevolezza vocale. Vestiti come i contadinelli delle fiabe i paesani e sul tipo dei carabinieri di Pinocchio i militari, con azzeccati costumi bicolore (beige e azzurro), i coristi partecipano al gioco scenico sulla trascinante e straordinaria musica di Donizetti, gestita, dalla bacchetta del M Roberto Polastri alla guida dellOrchestra Filarmonica Marchigiana un po pesante nel primo atto. A Jesi talvolta succede e si dice sia colpa del golfo mistico.

    Tutti comunque sono straordinariamente versati per larte teatrale e tutti sono stati caratterizzati a meraviglia dal regista Italo Nunziata. Le scene semplici e con alcuni elementi tipici dellambiente sono solari e delicate e ripetono i due colori dei costumi, anche nei fondali dipinti con stilizzate immagini di fiori. Scene e costumi, azzeccatissimi, di Pasquale Grossi.
    Appropriato luso delle luci di Patrik Latronica.

  4. Giosetta Guerra

    MUSICA E SCUOLA

    Torino – Teatro Regio

    I DUE CAST DI ELISIR

    22 e 23 maggio 2007

    (Analisi di Giosetta Guerra)

    1 cast – 22 maggio 2007

    Nella recita del 22 maggio il previsto Juan Diego Florez non cera, perch malato, ma in compenso a sostituirlo cera Meli, che avrebbe dovuto cantare nel secondo cast insieme alla moglie Serena Gamberoni, la quale, quindi, nella pomeridiana del 23 ha fatto coppia con Pisapia cha ha rimpiazzato Meli.
    Francesco Meli un giovane talento vocale gi apprezzato al Rossini Opera Festival: tenore pi verso il lirico (il che non guasta affatto per Nemorino) dal bel timbro robusto, dai lunghi fiati e con ragguardevole estensione, con gravi ed acuti al loro posto ed una precisa linea di canto, ma anche in grado di piegare la voce allespressione elegiaca e patetica, sfumando e addolcendo, con smorzature, modulazioni, alleggerimenti e magnifici filati, e di espanderla poi con irruenza daccento nellempito trascinante, crescendo in volume ed intensit, per assecondare i sentimenti del personaggio e il sapore vivido della parola (cavatina Quanto bella, Adina credimi). Lincipit della Furtiva lacrima non era pervaso di dolcezza, Meli ha optato per un canto appassionato che sfoga nelle progressioni acute, ma poi ha eseguito bellissime smorzature (lo vedi) sino al fil di voce finale che ha scatenato un dirompente e prolungato applauso. Nel duetto a tempo di danza Esulti pur la barbara con Eva Mei, entrambi di estrazione rossiniana ed esperti del canto di coloratura, Meli esegue belle scale discendenti con voce timbrata, baldanza nella voce e nel gesto, la dizione chiara, lemissione sicura, lo squillo deciso e la Mei esibisce buone agilit e pulizia di canto. Nel duetto con Belcore del 2 atto Meli e Caoduro sono due giganti a confronto, due titani dalla voce importante in competizione per amore.
    Eva Mei (Adina), soprano leggero di coloratura dalle collaudate risorse tecniche sia vocali che sceniche, ha voce limpida e pulita, che non emerge su sonorit orchestrali pi marcate (Chiedi allaura lusinghiera), evidenzia una zona grave poco nutrita (cavatina Della crudele Isotta) ed estensione limitata (Appena bevve un sorso), ma unindiscutibile bravura nello sciorinamento delle agilit di rossiniana memoria e nella tessitura alta, dove gli acuti sono melodiosi.
    La cabaletta pirotecnica Prendi, per me sei libero stata cantata con garbo, delicatezza e pulizia vocale, ma esige un maggior corpo vocale.
    Mi ha piacevolmente colpito Giorgio Coaduro, un baritono con le qualit ideali per interpretare il militare spaccone Belcore (approdo, purtroppo, di tante vocalit leggere). Gi al suo ingresso (Come Paride vezzoso) emerso un mezzo vocale di bella pasta, robusto e corposo, che si rivelato poi anche esteso e sonoro, ampio e profondo, con buone agilit e tenuta del suono, emissione sicura e spessore vocale nei vari registri. Sul versante scenico Coaduro un simpatico gigione che non eccede ma che non passa inosservato.
    Nicola Ulivieri (Dulcamara) affianca ad una bella voce di basso, estesa e timbrata, giusto accento, abilit nel canto sillabato e rispetto delle dinamiche vocali.
    Nel ruolo di Giannetta Gabrielle Mouhlen ha una vocetta corretta e dizione chiara.
    Mario Brancaccio un bravo attore che svolge il ruolo caricaturale (registicamente troppo caricato) dellassistente (spiritato) di Dulcamara.

    2 cast – 23 maggio 2007

    Massimiliano Pisapia (Nemorino) si presenta con una bella voce timbrata ed ampia (Quanto bella), di spessore anche negli slanci acuti, che emergono robusti nelle scene dinsieme, canta bene e con sicurezza demissione e tenuta dei suoni, (bello lo spiegamento della voce in Esulti pur la barbara), ma un tenore ancor pi lirico di Meli e vocalmente inadatto al ruolo di Nemorino, di cui esprime pi lardore che la tinta patetica. Nella Furtiva lacrima ammorbidisce lincipit, ma poi il canto spinto con tentativi non riusciti di mezze voci. Scenicamente molto sicuro e si cala perfettamente nella parte del giovanotto di campagna ben nutrito e rubicondo.

    Serena Gamberoni ha delineato unAdina vezzosa, piena di brio e sciolta nella recitazione, delicata nel canto e padrona del mezzo vocale, che un po pungente, ma timbrato e rotondo anche negli acuti e nei gorgheggi (cavatina Della crudele Isotta) e di buon volume (Barcarola); sicura nelle agilit, corretta nelle modulazioni, evidenzia una buona linea di canto e giusto accento. UnAdina prefetta. Brava!
    Il baritono Paolo Bordogna, che a mio avviso veste meglio i ruoli rossiniani che quello di Belcore, resta un bravo interprete con un mezzo vocale ampio e sonoro e dal bel timbro scuro, bravo nelle agilit del buffo ed esperto nel canto sillabato veloce, ma nella cavatina Come Paride vezzoso e nel dialogo che segue con Adina le note gravi sono sfiorate, lemissione poco sciolta, le agilit un po trattenute, bene invece la proiezione della voce nella tessitura acuta (atto I, scena II),
    Marcello Lippi (Dulcamara), maestro del palcoscenico, si affida pi allesperienza che alla voce.
    Gli altri due artisti non sono cambiati.

    Antonello Allemandi e Claudio Marino Moretti hanno diretto rispettivamente Orchestra (a volte troppo sonora) e Coro (sempre in movimento) del Teatro Regio. Maestro al fortepiano Luca Brancaleon. Appropriato il disegno luci di Vinicio Cheli (delicate sul paesaggio dapertura, azzurrine per la Furtiva lacrima, giallastre per gli ambienti soleggiati), scene realistiche di Mauro Carosi, costumi di Odette Nicoletti (eccessivi quelli di Dulcamara e del suo assistente, graziosi quelli di Adina), regia di Fabio Sparvoli con alcune impropriet (Contadini al lavoro e non in pausa allinizio, Nemorino e Belcore cantano amore ad Adina a distanza o rivolti al pubblico) ed aggiunte discutibili (ballo delle contadine al termine della I scena, movimenti marionettistici nella Barcarola), originale invece laccoglienza delle ragazze a Nemorino, simpatica lidea del fotografo per il quadretto delle nozze con macchina fotografica daltri tempi che sprigiona lampo e fumo al momento dello scatto, di belleffetto le figure viste in controluce, la staticit delle figure di contorno nei duetti e nei terzetti e dei gruppi dinsieme tipo cartolina.

  5. admin

    4 febbraio 2011

    ELISIR DAMORE

    Adriana Kucerova (Adina), Saimir Pirgu (Nemorino), Fabio Maria Capitanucci (Belcore), Alex Esposito (Dulcamara), Erika Pagan (Giannetta)
    Direttore: Bruno Campanella
    Regia Ruggero Cappuccio
    Scene Nicola Rubertelli
    Costumi Carlo Poggioli
    Maestro del coro Roberto Gabbiani

    Un po farsesco e un po malinconico secondo copione; innovativo ma senza trasgressioni. LElisir damore che Ruggero Cappuccio ha allestitito per il Teatro dellOpera ha improvvisamente riacceso lentusiasmo del pubblico romano
    soprattutto per leleganza delle idee registiche, oltre che per il felice connubio della messa in scena e dellinterpretizione musicale e canora. Cappuccio, che nasce regista di prosa (il suo debutto nella lirica, una decina danni or sono, ebbe alla
    Scala un garante del peso di Riccardo Muti) in grado, proprio grazie alle sue origini, di esaltare la teatralit del melodramma che poi, in lavori come questo titolo donizettiano, un requisito imprescindibile.
    Presupposto del successo, stata la spontaneit con cui unaltra grande virt delloperista bergamasco, la luminosit, si trasferita dalla musica alla scena, dal libretto allatteggiamento dei protagonisti. Il regista ha rispettato fino in fondo i
    toni e lo spirito della vicenda, anche se ha cambiato il contesto sociale in cui essa si svolge: dallagreste al circense. Non pi i forconi a spalla, i fasci di spighe o i fazzoletti al collo, ma saltimbanchi spericolati dovunque, esuberanti giocolieri,
    trapezisti che piovono dal cielo e acrobati veri; con la scena che uno spazio esteso e mutevole, priva di tutto ma piena di luce e dominata da un bianco che si colora a intermittenza di sfumature azzurrine o rosate per alimentare un sentore
    di leggerezza. I rustici sopravvivono solo nei proclami del mago Dulcamara, che diventa il vero regista, una sorta di allenatore in campo, impareggiabile nel determinare la giusta direzione al sincero ma pericolante cammino damore di
    Nemorino e Adina.
    Ma la musica che giganteggia e, per fortuna, tutti i suoi interpreti. Da Bruno Campanella che ha guidato dal podio unorchestra in serata di grazia, e Roberto Gabbiani, maestro di un coro che ha unincombenza non solo fisica ma anche
    vocale molto importante, a tutti i cantanti. Laria Una furtiva lagrima, punta estrema del momento malinconico, era come sempre la pi attesa della serata e Saimir Pirgu (era lui Nemorino) stato impeccabile per vocalit e per gusto.
    Oltretutto ha mostrato una maturit notevole in un tenore che deve ancora compier trentanni. Pi duno spettatore s sentito autorizzato a chiedere il bis a gran voce. Ed era prevedibile perch Pirgu era stato applaudito a lungo fin dalla
    prima scena dellopera, quando ha cantato Quanto bella, quanto cara. Per alla fine il pi acclamato stato Alex Esposito per come ha interpretato da attore esilarante e da splendido basso il ruolo di Dulcamara.
    Molto apprezzati anche gli altri: lAdina del soprano Adriana Kucerova, il Belcore del baritono Fabio Maria Capitanucci e la Giannetta di Erika Pagan, che hanno tra laltro il merito di contenere let media del cast.
    Linizio dellopera stato preceduto da una manifestazione che era di protesta ma appariva quasi in carattere con i toni della serata lirica. Una cinquantina di precari dello spettacolo (musicisti, attori, cantanti, danzatori, registi) hanno percorso il foyer e la platea a suon di trombe, grancassa, clarinetti, sassofoni e violini per accompagnare i loro slogan contro i tagli che colpiscono cultura, occupazione e diritti primari.

  6. admin

    GRANDE SUCCESSO DI PUBBLICO PER LELISIR DAMORE

    A termine delle recite di Elisir damore i dati delle presenze del pubblico sono stati di quasi 7000 spettatori – nelle dieci repliche dellopera, comprensive delle due prove generali – di cui 200 fan facebook (solo sulla prima).

    La distribuzione tra abbonamenti, card 2010 e biglietti ha presentato un sostanziale equilibrio, mostrando un incremento del pubblico giovanile (dai 18 ai 30 anni), frutto dello sforzo del Teatro di aprire a nuovi pubblici e a una rigenerazione degli spettatori.

    Questo successo oltremodo incoraggiante stato ottenuti con tre differenti azioni di marketing, dalla presentazione di spezzoni di prove dello spettacolo su YouTube, a Facebook, fino alle azioni di co-marketing effettuate insieme ai sostenitori del Comunale.

    Il risultato un incasso totale di 289.079 euro, che supera gli incassi degli spettacoli precedenti e fornisce motivo di ottimismo sulle politiche di apertura al mondo giovanile a cui il Teatro Comunale guarda con rinnovato interesse.

    Bologna, 15 aprile 2010

  7. michele

    UN ELISIR CORRETTO RINGIOVANISCE LOPERA DI DONIZETTI
    PROTAGONISTI RIVISITATI IN CHIAVE MODERNA E PROVOCATORIA
    UNA SCELTA CORAGGIOSA CHE AVVICINA LOPERA AL MUSICAL SENZA CADERE NEL PATETICO

    BOLOGNA. Una regia divertente e alternativa ha contraddistinto LElisir damore andato in scena dal 27 marzo all 8 aprile al Teatro Comunale di Bologna. Rosetta Cucchi ha infatti ambientato la celebre vicenda donizettiana in un college americano degli anni 80: Nemorino e Adina sono cos compagni di classe, mentre Belcore il capo di una gang e Dulcamara un simpatico pusher. Bench le incongruenze con il libretto di Felice Romani si facessero notare abbastanza prepotentemente la Cucchi ha firmato uno spettacolo vivace e scoppiettante, riuscendo nellintento di ringiovanire lopera del compositore bergamasco. La rivisitazione in chiave moderna e provocatoria dei protagonisti stata una scelta coraggiosa che ha avvicinato lopera al musical, senza cadere nel patetico, oltretutto molto apprezzata dal divertito pubblico. Il Nemorino della recita dell 8 aprile stato Juan Francisco Gatell, emissione pulita e buona tecnica. La sua voce un po piccola era comunque perfetta per le ridotte dimensioni del comunale, e una Furtiva lagrima da manuale gli ha valso un prolungato applauso. La giovane Anna Corvino, proveniente dalla Scuola dellOpera, ha interpretato Adina: la bravura con cui ha cantato questo ruolo fa ben sperare per il suo futuro. Il Belcore di Gezim Mishketa era dotato di voce calda, e i suoi possenti acuti sono risuonati spavaldamente in tutto il teatro. Autentico mattatore si rivelato anche Andrea Zaupa, Dulcamara, che ha ovviato ad alcuni lievi problemi vocali regalando al pubblico una magistrale prova dattore comico. Sensazionale lentrata in scena su una vecchia Ducati al posto del classico carrozzone, tipico dei ciarlatani girovaghi.
    Daniele Rustioni ha diretto con sicurezza, ben equilibrando le parti drammatiche con quelle buffe; bravo anche il coro. Alla fine dello spettacolo una grande ovazione ha accolto ognuno dei giovani interpreti, e anche la regista stata molto applaudita: segno che non sempre le regie moderne vengono fischiate.

    Michele Donati

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