Pagliacci & Cavalleria Rusticana

Posted by on August 6, 2020

https://www.raiplay.it/video/2019/08/OPERA—CAVALLERIA-RUSTICANA-c4dc6077-1fd3-487f-8b29-bd92931492a7.html https://www.raiplay.it/video/2020/07/Cavalleria-rusticana-784d0f7b-eb62-4d94-831b-e9a2179a3627.html https://my.mail.ru/mail/viktorlaskin/video/2000/34964.html Ildiko Komlosi, Sung Kyu Park, Marco di Felice, Cinzia di Mola, Barbara di Castri Conductor Zhang Jiemin Orchestra del Teatro di San Carlo Coro del Teatro di San Carlo Chorus Master Marco Ozbic Regia Maurizio Scaparro Stage Designer Nicola Rubertelli Costume Designer Zaira de Vincentiis Lightning Designer Giuseppe Perrella https://www.raiplay.it/video/2018/03/Cavalleria-Rusticana-a99a0a54-d595-4a89-8b78-98459a3910d5.html https://metoperafree.brightcove.services/?videoId=6152411477001 Conductor

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Ildiko Komlosi, Sung Kyu Park, Marco di Felice, Cinzia di Mola, Barbara di Castri

Conductor Zhang Jiemin
Orchestra del Teatro di San Carlo
Coro del Teatro di San Carlo
Chorus Master Marco Ozbic

Regia Maurizio Scaparro
Stage Designer Nicola Rubertelli
Costume Designer Zaira de Vincentiis
Lightning Designer Giuseppe Perrella

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Conductor
Fabio Luisi

Regia
Sir David McVicar

Set designer
Rae Smith

Costume designer
Moritz Junge

Lighting designer
Paule Constable

Choreographer
Andrew George

Vaudeville consultant
(Pagliacci)
Emil Wolk

Cavalleria Rusticana

Santuzza
Eva-Maria Westbroek

Mamma Lucia
Jane Bunnell

Alfio
George Gagnidze

Lola
Ginger Costa-Jackson

Peasant woman
Andrea Coleman

Pagliacci

Tonio
George Gagnidze

Canio
Marcelo Álvarez

Beppe
Andrew Stenson

Vill agers
Daniel Peretto
Jeremy Little

Nedda
Patricia Racette

Silvio
Lucas Meachem

Pubblicato da Elio Crociani su Lunedì 25 giugno 2012

PAGLIACCI
dramma in un prologo e due atti
libretto e musica Ruggero Leoncavallo

personaggi e interpreti
Nedda Rachele Stanisci (28, 1, 4, 6, 8)/Elisa Balbo (29, 3, 5, 7)
Canio Walter Fraccaro (28, 1, 4, 6, 8)/Diego Cavazzin (29, 3, 5, 7)
Tonio Marco Caria (28, 1, 4, 6, 8)/Elia Fabbian (29, 3, 5, 7)
Peppe Matteo Falcier (28, 1, 4, 6, 8)/Vassily Solodkyy (29, 3, 5, 7)
Silvio Andrea Borghini (28, 1, 4, 6, 8)/Filippo Polinelli (29, 3, 5, 7)
Primo contadino Paolo Floris
Secondo contadino Enrico Zara

maestro concertatore e direttore Lü Jia
Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari
Coro di voci bianche del Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari
maestro del coro Donato Sivo
maestro del coro di voci bianche Enrico di Maira

regia Gabriele Lavia, ripresa da Daniela Zedda
scene e costumi Paolo Ventura
luci Andrea Anfossi, riprese da Andrea Ledda

allestimento del Teatro Regio di Torino

CAVALLERIA RUSTICANA

Santuzza, Carmen Topciu
Lola, Anastasia Boldyreva
Turiddu, Marco Berti
Alfio, Gezim Myshketa
Mamma Lucia, Claudia Marchi

Attori
Sabrina Vicari, Mariella Celia, Marta Zollet, Silvia Giuffrè, Samuel Salamone, Yannick Simons

Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna
Teatro Comunale di Bologna

http://www.teatromassimo.it/teatro-massimo-tv-567/pagliacci.html

Direttore
Daniel Oren (15, 16)
Alessandro D’Agostini (19, 20, 21, 22, 23)

Regia Lorenzo Mariani
Scene e costumi Maurizio Balò
Coreografia Luciano Cannito, ripresa da Luigi Neri
Luci Roberto Venturi

Orchestra, Coro, Coro di voci bianche e Corpo di ballo del Teatro Massimo
Allestimento del Teatro Massimo

Canio
Martin Muehle (15, 19, 21, 23)
Carlo Ventre (16, 20, 22)

Nedda
Valeria Sepe (15, 19, 21, 23)
Evgenia Muraveva (16, 20, 22)

Tonio
Amartuvshin Enkhbat (15, 16, 21, 23)
Federico Longhi (19, 20, 22)

Beppe
Matteo Mezzaro
SilvioElia Fabbian (15, 19, 21, 23)
Italo Proferisce (16, 20, 22)

Un contadino
Francesco Polizzi

Altro contadino
Paolo Cutolo

http://www.teatromassimo.it/teatro-massimo-tv-567/cavalleria-rusticana.html

Conductor Fabrizio Maria Carminati
Director Marina Bianchi
Scene and costume designer Francesco Zito
Light designer Bruno Ciulli
Scene designer assistant Antonella Conte

Teatro Massimo Orchestra and Chorus
A Teatro Massimo production

Santuzza Sonia Ganassi
Lola Martina Belli
Turiddu Murat Karahan
Alfio Gevorg Hakobyan
Mamma Lucia Agostina Smimmero

Direttore Carlo Rizzi
Regia Mario Martone
Scene Sergio Tramonti
Costumi Ursula Patzak
Luci Pasquale Mari

Fiorenza Cedolins
Marco Berti
Marco Vratogna
Juan José de León
Simone Piazzola
Bruno Gaudenzi
Michele Mauro

Teatro alla Scala Production
From 12 to 23 June 2015

AL VIA LA PROGRAMMAZIONE ON LINE DEL TEATRO DI SAN CARLO

Il Teatro di San Carlo lancia l’hashtag #stageathome e porta il palcoscenico nelle case di tutti. Il Massimo napoletano resta virtualmente aperto e si impegna a diffondere la musica in tutte le abitazioni, con l’intento di riempire con l’arte queste giornate particolari. Tramite i canali social del Teatro, Facebook, Twitter e Instagram, sarà possibile, stando comodamente seduti sul divano, fare un tour virtuale del Teatro, leggere gli approfondimenti storici (grazie alla partnership Google Culture – Archivio Storico del Teatro di San Carlo), rivedere, tramite i link condivisi, gli spettacoli andati in scena nel corso delle ultime Stagioni e disponibili anche su piattaforme di libera condivisione come Rai Play, Youtube, Opera Vision. Saranno disponibili anche contenuti speciali: backstage, interviste e curiosità. Tra i titoli che sarà possibile rivedere in questi giorni: Cavalleria rusticana di Mascagni, andata in scena a Matera lo scorso agosto con la regia di Giorgio Barberio Corsetti, sul podio Juraj Valčuha, Ermione di Rossini con la regia di Jacopo Spirei, sul podio Alessandro De Marchi, Manon Lescaut di Puccini con la regia di Davide Livermore sul podio Daniel Oren, Cenerentola di Prokof’ev con la coreografia di Giuseppe Picone, protagonista il Balletto del Teatro di San Carlo e il Concerto sinfonico diretto da Eduard Zilberkant, violino solista Cecilia Laca, con musiche di Ravel e Chausson. È già possibile inoltre rivedere la puntata di “Meraviglie” di Alberto Angela dedicata al San Carlo. Prosegue anche il progetto Scuola InCanto, che a partire dal 14 marzo (sul sito di EuropaInCanto e relative pagine Facebook e Twitter) grazie ad appuntamenti giornalieri di didattica on line, porterà avanti il percorso di studi su L’elisir d’amore rivolto a bambini, ragazzi e docenti, tramite contenuti divertenti e interattivi. “In questi tempi difficili – afferma la sovrintendente Rosanna Purchia – Il Teatro di San Carlo sente ancora di più la necessità di rafforzare la propria mission civile continuando a diffondere bellezza e arte, e risvegliando in ciascuno, grazie a quei valori che costituiscono l’identità del nostro Paese, quel forte senso di comunità necessario a superare questo momento di difficoltà. La nostra attività di Spettacolo dal vivo è un’attività collettiva fatta con l’uomo e per l’uomo. Per questo vorrei ribadire che siamo aperti virtualmente solo in maniera temporanea, ma torneremo presto, perché fino a quando il San Carlo suonerà dentro e fuori le proprie mura ci sarà speranza per Napoli e per il mondo”.

Lunedì 16 marzo h.20
Cavalleria Rusticana Matera
Direttore – Juraj Valčuha – Regia Giorgio Barberio Corsetti. Veronica Simeoni (Santuzza), Roberto Aronica (Turiddu), Agostina Smimmero (Mamma Lucia), George Gagnidze (Alfio), Leyla Martinucci
(Lola). La regia televisiva è di Francesca Nesler

Martedì 17 h.20
Casa Rossini, Intervista a Sergio Ragni – Tour virtuale San Carlo

Mercoledì 18 h.20
Il Lago dei Cigni

Giovedì 19 h.20
Oh mio Babbino caro- video per la festa del papà

Venerdì 20 h.20
Lancio del balletto Cenerentola con contributi speciali, video backstage

Sabato 21
Cenerentola di Prokof’ev Coreografia Giuseppe Picone

Domenica 22
con intervista Sergio Ragni

Lunedì 23
Otello di Rossini – spettacolo integrale, regia Amos Gitai, sul podio Gabriele Ferro, scene Dante Ferretti,
Costumi Gabriella Pescucci.
Nel cast John Osborn (Otello), Nino Machaidze (Desdemona), Dmitry Korchak (Rodrigo), Juan Franciscco Gatell (Jago).

Martedì 24
Video di backstage e interviste lancio Lo Schiaccianoci

Mercoledì 25
Lo Schiaccianoci di Pëtr Il’ič Čajkovskij,
coreografia di Giuseppe Picone

Giovedì 26
Videointervista a Sergio Ragni

Sabato 28
Ermione di Gioachino Rossini, regia Jacopo Spirei sul podio Alessandro De Marchi, Angela Meade (Ermione), Teresa Iervolino (Andromaca), John Irvin (Pirro), Antonino Siragusa (Oreste).

CAVALLERIA RUSTICANA
Melodramma in un atto
Libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci
Musica di Pietro Mascagni

Santuzza Sonia Ganassi
Turiddu Angelo Villari
Lucia Claudia Marchi
Alfio Stefano Meo
Lola Alessia Nadin
Attori Mariella Celia, Silvia Giuffré, Samuel Salamone, Yannick Simons, Sabrina Vicari, Marta Zollet

Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna
Direttore Frédéric Chaslin

Regia Emma Dante
Regia ripresa da Gianni Marras
Scene Carmine Maringola
Costumi Vanessa Sannino
Luci Cristian Zucaro
Coreografia Manuela Lo Sicco
Maestro del Coro Alberto Malazzi

In collaborazione con la Scuola di Teatro di Bologna Alessandra Galante Garrone

Produzione del Teatro Comunale di Bologna
In collaborazione coproduttiva con Fondazione I Teatri di Reggio Emilia

PAGLIACCI
Dramma in un prologo e due atti
Musica e libretto di Ruggero Leoncavallo

Nedda/Colombina Carmela Remigio (7 febbraio) Carmen Solis (9 febbraio)
Canio/Il Pagliaccio Stefano La Colla
Tonio/Taddeo Stefano Meo
Beppe/Arlecchino Paolo Antognetti
Silvio Vincenzo Nizzardo
Mimi Paolo De Giudici, Sara Giulia Gibbon

Orchestra, Coro e Coro Voci Bianche del Teatro Comunale di Bologna
Direttore Frédéric Chaslin

Regia Serena Sinigaglia
Scene Maria Spazzi
Costumi Carla Teti
Luci Claudio De Pace
Assistente alla regia Omar Nedjari
Assistente alle scene Marianna Cavallotti
Maestra del coro voci bianche Alhambra Superchi
Maestro del Coro Alberto Malazzi

In collaborazione con la Scuola di Teatro di Bologna Alessandra Galante Garrone

Nuova produzione del Teatro Comunale con Grand-Théâtre de Genève
In collaborazione coproduttiva con Fondazione I Teatri di Reggio Emilia

www.raiplay.it/programmi/abitarelopera-cavalleriarusticananeisassi

venerdì 2 e sabato 3 agosto 2019

CAVALLERIA RUSTICANA TRA I SASSI DI MATERA
CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA 2019
Il Teatro di San Carlo e la Fondazione Matera Basilicata 2019

insieme per il progetto “Abitare l’Opera”

Nell’ambito del progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 “Abitare l’opera”, venerdì 2 e sabato 3 agosto 2019 il Teatro di San Carlo e la Fondazione Matera Basilicata 2019 coproducono un nuovo allestimento di Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni, con la regia di Giorgio Barberio Corsetti in uno dei siti più suggestivi al mondo, i Sassi di Matera, patrimonio Unesco dal 1993.
«Lo spettacolo vivrà di due fasi;  – racconta Barberio Corsetti – la prima, il prologo de “I sette vizi capitali(sti)”, che denunciano gli eccessi del liberismo, coinvolge proprio gli abitanti, divisi per stazioni, come accadeva con i luoghi deputati nel Teatro Medievale. E in ognuna ci saranno i canti popolari legati ai vari peccati: superbia, accidia, lussuria, ira, gola, invidia e avarizia. Con una proiezione contemporanea che andrà oltre la vicenda verghiana da cui Mascagni elaborò la sua versione operistica. Anche perché trovo la storia attualissima, con tanti drammi frutto di insana gelosia e possessività. La Cavalleria, invece, – continua Corsetti – sarà su un palco con una passerella che si allungherà fra il pubblico, mettendolo a contatto di gomito con l’azione teatrale. E anche per lo svolgimento dell’opera vera e propria, interpretata in maniera filologica, ci sarà però un’attualizzazione dei costumi e dell’ambiente» conclude il regista.
Quindi la messa in scena di Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni nel suggestivo scenario di Piazza San Pietro Caveoso e presso la Chiesa di Santa Maria di Idris. Qui l’Orchestra e il Coro del Teatro di San Carlo saranno guidati dal direttore musicale Juraj Valčuha assieme a un cast di alto livello che annovera Veronica Simeoni (Santuzza), Roberto Aronica (Turiddu), George Gagnidze (Alfio), Agostina Smimmero (Mamma Lucia), Leyla Martinucci (Lola). Le scene sono a firma di Massimo Troncanetti e i costumi sono di Francesco Esposito. Maestro del Coro Gea Garatti.
Attraverso il grande cantiere di “Abitare l’Opera”, nato dalla collaborazione fra Teatro di San Carlo e Fondazione Matera Basilicata 2019, i cittadini di Matera hanno la possibilità di partecipare attivamente alla prima creazione di un’opera lirica messa in scena nel teatro naturale della città, affiancando artisti provenienti da uno dei teatri più prestigiosi d’Europa.

Matera, Capitale Europea della Cultura 2019
Venerdì 2 agosto 2019 ore 21.00 – Sabato 3 agosto 2019 ore 21.00 – Piazza San Pietro Caveoso (convocazione del pubblico ore 20:30)
CAVALLERIA RUSTICANA
di Pietro Mascagni

Opera in un unico atto su libretto di Giovanni Targioni -Tozzetti e Guido Menasci, tratto dalla novella
omonima di Giovanni Verga
Direttore | Juraj Valčuha

Regia | Giorgio Barberio Corsetti
Scene | Massimo Troncanetti
Costumi |Francesco Esposito
Interpreti
Santuzza, Veronica Simeoni
Turiddu, Roberto Aronica
Alfio, George Gagnidze
Mamma Lucia, Agostina Smimmero
Lola, Leyla Martinucci
Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo

Prologo
Venerdì 2 agosto 2019 ore 18.00 – Sabato 3 agosto 2019 ore 18.00 Piazza
San Pietro Barisano (convocazione del pubblico ore 17:30)

I SETTE PECCATI CAPITALISTI
Giorgio Barberio Corsetti – Regista
Fabio Condemi, Raquel Silva – Assistenti alla regia
Annamaria Ajmone – Coreografa
Raquel Silva –Marionettista /Coordinatrice dei laboratori con i performer e i cittadini
Massimo Sigillò Massara – Direttore Cori
Massimo Troncanetti – Scenografo
Alessandra Solimene – Assistente scenografia
Francesco Esposito – Costumista
Anna Verde – Assistente costumi
Marco Giusti – Light Designer
Igor Renzetti – Video
Lorenzo Bruno – Video
Alberto Favretto e Marta Montevecchi –  Marionette
Figuranti professionisti
Cosimo Frascella
Giulia Goro
Rita Debora Iannotta
Roberta Giordano
Antonio Prestigiacomo
Alice Canzonieri
Antonio Cicero Santalena
Angela Tamburrino
Serafina Ferraro
Danilo Carciolo
Angela Bertamino
Eustachio Vincenzo Guida
Carla Latorre
Maria Anzivino
Antonella Raimondo
Angelica Prezioso
Naida Oliva
Vincenzo Paolicelli
Maria Teresa Pini
Giovanni Ambroso

Pubblicato da Elio Crociani su Lunedì 3 aprile 2017

TCBO: L’INEDITO DITTICO “LA VOIX HUMAINE” E “CAVALLERIA RUSTICANA”
NELL’INTERPRETAZIONE DI MICHELE MARIOTTI ED EMMA DANTE

Dal 9 aprile a Bologna, una nuova produzione in prima assoluta

Anna Caterina Antonacci protagonista del monologo di Poulenc
Marco Berti, Carmen Topciu e Gezim Myshketa incarnano il triangolo amoroso di Mascagni

“Sarà un viaggio d’amore che rende pazzi i protagonisti e che ci farà scoprire i confini tra la ragione e le perdita del senno, in un affascinante affresco dell’animo umano”. Così la regista Emma Dante descrive la sua messa in scena dell’inedito dittico composto da La voix humaine di Francis Poulenc e Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni. La nuova produzione dei due atti unici è in programma in prima assoluta al Teatro Comunale di Bologna dal 9 al 18 aprile, interpretata dal Direttore musicale Michele Mariotti. Anna Caterina Antonacci è la protagonista della tragédie lyrique composta nel 1958 da Poulenc, tratta dallapiéce omonima di Jean Cocteau, autore anche del libretto. Marco Berti, Carmen Topciu e Gezim Myshketa sono invece Turiddu, Santuzza e Alfio, i protagonisti del celebre triangolo amoroso verista che Mascagni ha tratto dall’omonima novella di Giovanni Verga, andato in scena per la prima volta a Roma nel 1890. Il cast dell’atto unico è completato da Anastasia Boldyreva, nel ruolo di Lola, e da Claudia Marchi, in quello di mamma Lucia. L’allestimento porta le firme dei consueti collaboratori di Emma Dante: per le scene Carmine Maringola, per i costumi Vanessa Sannino, per le luci Cristian Zucaro e la coreografia di Manuela Lo Sicco. Assistente alla regia sarà invece Gianni Marras, assistente alle scene Roberto Tusa.Con l’Orchestra del Comunale, per Cavalleria rusticana anche il Coro diretto da Andrea Faidutti.

Lo spettacolo è ripreso da Rai5 e da Radio3 e sarà trasmesso in differita.

“Sia nella Voix Humaine, sia nella Cavalleria rusticana, protagoniste sono le donne – prosegue Emma Dante – in entrambe leggo il dolore dell’abbandono, della solitudine. I luoghi sono diversi, diverse le comunità che li abitano, ma la motivazione che spinge alla tragedia è la stessa: la pazzia d’amore. Per amore si compiono azioni estreme, come estremo è il gesto teatrale dentro una grande opera musicale. Cercherò di trasferire dentro l’intimità di Poulenc e dentro il grande affresco siciliano di Mascagni le infinite piccole cerimonie della vita di cui facciamo parte anche noi”.

“L’accoppiata costituita da La voix humaine e Cavalleria rusticana – dice il direttore Michele Mariotti – è rivelatrice di elementi comuni tra le due partiture, come l’intimismo con cui vengono tratteggiate le due figure femminili protagoniste. InCavalleria, Santuzza è sedotta per ripiego e poi trascurata; nella Voix humaine si sente solo la voce della donna, mai quella dell’amante, e si vivono la sua autocommiserazione e la sua autopunizione sotto forma di monologo: la linea telefonica che cade, l’interruzione, sono parte integrante di quest’opera, dove anche il silenzio è suono. Entrambe le protagoniste dei due drammi – conclude Mariotti – sono donne sole e fragili, sulle quali il destino si accanisce”.

Lo spettacolo è realizzato grazie al sostegno di Alfa Wassermann

I biglietti (da 125 a 10 euro) sono in vendita sul sito tcbo.it e presso la biglietteria del Teatro Comunale di Bologna. Eventuali biglietti invenduti saranno disponibili da un’ora e mezza prima dell’inizio di ogni spettacolo al 50% del costo

 

LA VOIX HUMAINE / CAVALLERIA RUSTICANA
Francis Poulenc / Pietro Mascagni
LA VOIX HUMANE
Tragédie lyrique in un atto
Libretto di Jean Cocteau
CAVALLERIA RUSTICANA
Melodramma in un atto
Libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci dal dramma omonimo di Giovanni Verga
Nuova produzione del Teatro Comunale di Bologna
Direttore, Michele Mariotti
Regia, Emma Dante
Scene, Carmine Maringola
Costumi, Vanessa Sannino
Luci, Cristian Zucaro
Coreografia, Manuela Lo Sicco
Assistente alla regia, Gianni Marras
Assistente alle scene, Roberto Tusa
Maestro del Coro, Andrea Faidutti

Personaggi e interpreti

LA VOIX HUMAINE

La femme, Anna Caterina Antonacci

CAVALLERIA RUSTICANA

Santuzza, Carmen Topciu
Lola, Anastasia Boldyreva
Turiddu, Marco Berti
Alfio, Gezim Myshketa
Mamma Lucia, Claudia Marchi

Attori
Sabrina Vicari, Mariella Celia, Marta Zollet, Silvia Giuffrè, Samuel Salamone, Yannick Simons

Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna
Teatro Comunale di Bologna

Domenica 9 aprile 2017, Turno Prima – ore 20.00
Martedì 11 aprile 2017, Turno A – ore 20.00
Giovedì 13 aprile 2017, Turno B – ore 20.00
Sabato 15 aprile 2017, Turno D – ore 15.30
Martedì 18 aprile 2017, Turno P – ore 18.00

Pubblicato da Elio Crociani su Lunedì 23 gennaio 2017

Pubblicato da Elio Crociani su Lunedì 26 marzo 2012

Todd Rosenberg

Pubblicato da Elio Crociani su Lunedì 26 marzo 2012

Pubblicato da Elio Crociani su Venerdì 14 gennaio 2011

Palermo 2007

Scene e costumi di Maurizio Balò
(assistente alle scene Antonio Cavallo; assistente ai costumi Virginia Santini)
Luci Guido Levi
regia di Lorenzo Mariani

Amarilli Nizza (Nedda)
Piero Giuliacci (Canio)
Alberto Mastromarino (Tonio)
Amedeo Moretti (Peppe)
Fabio Previati (Silvio)

3 comments on “Pagliacci & Cavalleria Rusticana

  1. Michele Donati

    RIPRESA GODIBILE DELLA REGIA DELLA CAVANI
    IL DITTICO VERISTA IN SCENA A BOLOGNA
    PROVA SENZA CAPO NE CODA DEL DIRETTORE VERONESI

    Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo sono i due capolavori veristi del genere operistico italiano, e per quanto riguarda i miei gusti mi spingerei anche pi in l, considerando la prima un dramma di spirito dionisiaco e furente, lucente, ma di una luce notturna e malata, e il secondo unanticipazione sanguigna e straniante di autori come Unamuno o Pirandello. Queste due opere, incomprese da molti critici nel passato (e anche da alcuni di oggi), sono state spesso tacciate, a torto e per mezzo di una semplificazione assai superficiale, di esasperato parossismo sentimentale, venendo anche liquidate come esempi di una raffazzonata estetica del coltello made in Italy. Purtroppo, ad ascoltare ledizione andata in scena al Teatro Comunale di Bologna in questi giorni, i detrattori avrebbero avuto (quasi) ragione. E non tanto per la compagnia di canto, di cui parleremo pi in basso, quanto per la prova sconcertante (e per un Maestro Concertatore non una bella partenza) del direttore Alberto Veronesi. Sembra che per il musicista (?) milanese la direzione dorchestra sia un mistero. E per una non piacevole propriet transitiva, la fruizione dello spettacolo risultava un mistero per il pubblico. Mai sentiti un Mascagni e un Leoncavallo diretti cos male. Un esempio dellinadeguatezza di Veronesi? La conclusione dellaria con coro di Alfio: la bacchetta (fra le altre cose agitata con un gesto veramente di rara bruttezza) si trovata in grossissime difficolt nello stare a tempo con il coro, rendendo necessaria unaccelerazione incomprensibile dellorchestra per evitare il patatrc. Effetto sonoro di grande confusione e fastidio. Altro esempio? Laccompagnamento della serenata di Arlecchino nei Pagliacci. La pesantezza estenuante di Veronesi qui raggiungeva vertici difficilmente eguagliabili. Ma solo due esempi sono pochi per descrivere una prova del genere, in cui scelte egogiche incomprensibili (lentezza marcata, e conseguenti accelerazioni per riprendere ora questo ora quel cantante) si univano a un volume di suono troppo elevato, nel perseguimento di quellestetica del coltello e dellesagerazione che il modo pi errato di avvicinarsi al verismo. Che anzi un disservizio a due capolavori che Veronesi non stato in grado di capire.
    Fra le altre cose, la direzione riuscita a danneggiare anche la prova di Giancarlo Monsalve (Turiddu), che poteva rivelarsi una bella sorpresa. Invece il volume eccessivo dellorchestra costringeva il cantante a spingere notevolmente, e il bel timbro risultava cos opaco al centro, mentre la soluzione ai problemi era trovata esclusivamente nello sfogo dellacuto, che certo non manca al cileno. Di buon livello, in Cavalleria Rusticana, la Mamma Lucia di Cinzia De Mola, e la Santuzza di Katja Lytting, forse un po a corto di idee quanto a fraseggio, ma molto corretta tecnicamente, con note gravi corpose. Alberto Mastromarino, Compar Alfio, evitava con senno di cadere nei luoghi comuni di questo repertorio. Peccato che il registro medio assomigli pi a sprechgesang che a canto allitaliana
    In Pagliacci il livello dei solisti si senza dubbio alzato. Piero Giuliacci, pur con i suoi limiti nel registro centrale (anche lui), ha dato vita a uninterpretazione godibile del pagliaccio tradito, e dopo iniziali difficolt negli acuti di A ventir ore si ripreso pi che decorosamente, facendo proprio degli acuti il suo punto di forza (anche lui). Nel ruolo di Nedda lottima Inva Mula si difesa con bravura dalle difficolt che il direttore le faceva incontrare, dimostrando ottime variet daccenti e padronanza tecnica. Come Tonio Mastromarino ha fatto valere le stesse osservazioni fatte su di lui in Cavalleria. Da segnalare la rinuncia al La acuto di tradizione nel Prologo. Le punte di eccellenza erano costituite dai due comprimari, Silvio (Marcello Rosiello) e Beppe/Arlecchino (Leonardo Cortellazzi). Rosiello dotato di un timbro di assai affascinante morbidezza, che andrebbe educato ulteriormente nei pianissimo, mentre Cortellazzi ha eseguito perfettamente la sua parte, con inappuntabile gusto. Sarei curioso di sentirlo nel repertorio mozartiano, che so canter alla Fenice di Venezia, dove potrebbe essere molto interessante anche in ruoli pi impegnativi.
    La parte scenica era affidata allallestimento storico firmato Liliana Cavani, risalente al 1996 per quanto riguarda Cavalleria e al 1998 per quanto riguarda Pagliacci. Le scene sono di Dante Ferretti e i costumi di Gabriella Pescucci. Lambientazione novecentesca non stravolge certamente lo spirito delle opere, e forse anche per questo risulta uno spettacolo s soddisfacente, ma dal punto di vista formale e visivo, lasciando a desiderare lelaborazione concettuale. Non un delitto. Anzi, fa sempre piacere vedere un allestimento curato nei dettagli e di facile fruizione.
    Al termine successo per i cantanti. Contestato sonoramente Veronesi. Ma penso che limmagine pi emblematica sia la bimba che, seduta in prima fila vicino allorchestra, si copriva le orecchie nei frequenti momenti di baccano ordinati dal direttore. Speriamo voglia tornare ancora a teatro nonostante questo spiacevole precedente.

    Michele Donati

  2. admin

    Cav e Pag: due drammi dei sentimenti nellillusione di un sogno senza fine.

    Cav e Pag, come sempre pi spesso vengono familiarmente definite, in un unico intreccio fatto di passionalit accesa vissuta attraverso un linguaggio essenziale e di grande partecipazione, dove amore, vendetta e tradimento sono i sentimenti elementari e violenti che le caratterizzano, arrivano sul palcoscenico del Teatro Comunale Pavarotti di Modena dopo unassenza durata quasi un cinquantennio. La Cavalleria rusticana di Mascagni e i Pagliacci di Leoncavallo, binomio perfetto del manifesto verista in musica, rivivono nellallestimento del Teatro Goldoni di Livorno in co-produzione col Teatro Comunale di Modena, il Teatro del Giglio di Lucca e il Teatro Verdi di Pisa con passo teatrale spedito ed efficace. La regia di Alessio Pizzech e lo spazio scenico curato da Michele Ricciarini si affidano alla memoria emotiva della protagonista femminile, una Santuzza che adotta quale rifugio dei propri sentimenti una sorta di casa-altare, testimone della sua disperazione scaturita da una tragedia greca in cui celebrare il proprio dolore di donna tradita, lontana da quel sogno damore che ormai non le appartiene e che crea una sorta di barriera fra lei e le altre felici spose che Cristina Aceti veste in candidi abiti nuziali illuminando di una luce abbacinata una scena che, nonostante la solarit tipicamente mediterranea, non riesce a nascondere la tragedia incombente accompagnata da una ventata di accesa passionalit; quella stessa passionalit che investe Santuzza interpretata da una Raffaella Angeletti scalza, quasi discinta, che con tono a tratti tagliente, pervaso da un dolore delirante, delinea nellespressivit bruciante una drammaticit esasperata nella tessitura frastagliata. Non a caso Lola vadorna il tetto in malo mododiretta ad Alfio la chiave di volta dellintera vicenda. Peccato che il suo fraseggio non sia particolarmente nitido e sfumato perch la sua statura tragica impressionante nel dolore impenetrabile che laccompagna, cos in antitesi a una Lola, quella di Ozge Kaleliogu maliziosa e maliarda nel provocante abitino rosa stile anni 60, autentico fiore di giaggiolo nella primavera che le sboccia intorno. Bella, sensuale e anche un po puttana nel bacio pubblico e spudorato a Turiddu interpretato da un Mickael Spadaccini lievemente imbarazzato di fronte a tanta ostentazione di sentimenti. Turiddu dal canto generoso e veemente anche se la Siciliana non esce cos sensuale come ci si aspetterebbe, ma comunque intenso ed estroverso nel passo successivo culminante nel brindisi E cos pure lAlfio di Anooshah Golesorkhi sotto la maschera cupa nasconde lumanit profonda di un dolore bruciante. Infine Kamelia Kader una mamma Lucia asciutta, priva di ogni retorica sia dellurlo che della lacrima e con buona intenzione interpretativa. Di buon livello il coro della Toscana diretto da Marco Bargagna ben coordinato nellInneggiamo e nel brindisi denso di sfumature; e anche la bacchetta di Jonathan Webb sullorganico orchestrale della Toscana, pur non entusiasmando, segue una sua logica nella concitazione drammatica che raggiunge un momento di forte espressivit nel celebre Intermezzo e nel duetto finale. Poi, fra scena e realt, fra finzione e sentimenti autentici che compongono il teatro nel teatro, i Pagliacci di Leoncavallo siglano unanticipazione di tematiche espressionistiche di modello mascagnano segnate da un analitico patetismo suddiviso fra la perversione interiore della deformazione fisica di Tonio e il delitto passionale che Canio perpetrer nei confronti della fedifraga Nedda in un recupero di vita realmente accaduto a Montalto Uffugo , dove il padre di Leoncavallo, magistrato in Calabria, era stato chiamato a giudicare un delitto di gelosia. Nel bellissimo Prologo Anooshah Golesorskhi taglia su se stesso lamara pateticit di un nido di memorie creando un personaggio insinuante e vario nelle sfumature anche se un tantino fibroso; e da vero guitto gioca sul cinismo sarcastico carico di una passionalit bruciante nei confronti di Nedda, Raffaella Angeletti efficace nella sensualit temperamentosa del duetto con Silvio, un Alessandro Luongo impeccabile nella linea musicale, eloquente nel fraseggio e capace di bellissimi abbandoni melodici di struggente dolcezza.
    E poi c Mickael Spadaccini, Canio intenso, un po alla Zampan della Strada felliniana; ma il suo Vesti la giubba non soddisfa per laccento forzato, troppo caricato. LArlecchino della commedia porta il nome di Giulio Pelligra e lorganico della Toscana guidato diretto da Jonathan Webb si disimpegna su un taglio teatrale articolato su blocchi sonori dai contorni netti fino allo splendido Intermezzo che gode di un abbandono di languida dolcezza. Molto interessante la massa corale sorretta da Marco Bargagna mentre le voci bianche portano la firma di Marisol Carballo. Il tutto animato da unatmosfera colorata da guitti viaggiatori, con tanto di valigia in mano, che, attraversando la platea in un gioco coinvolgente per il pubblico, approdano su un palcoscenico protagonisti di una commedia, lultima per inciso, su cui lasciano il segno di una vita senza fine.
    Modena, 12 febbraio 2011.

    Claudia Mambelli.

  3. Daniele Rubboli

    PAGLIACCI E CAVALLERIA
    FISCHI E BUU ALLA SCALA

    Il pubblico non ha certo premiato lo spettacolo di Pagliacci e Cavalleria in diretta dalla Scala ieri sera su Canale 23 , cio RAI 5.
    Evidentemente ai cantanti era stato detto che, essendo in diretta, dovevano far finta di essere felici se mai il pubblico li contestava e cos i peggiori dei due cast mandavano baci, salutavan o con la mano e sorridevano come beati beoti.
    Una cosa mi preme sottolineare: anche spettacoli discutibili o mediocri come questi devono continuare ad essere trasmessi dalla Televisione perch ora che l’unica autentica e originale forma d’arte italiana, il teatro musicale, abbia la possibilit di raggiungere il grande pubblico attraverso la tv.
    Se poi risulta di gran lunga meglio la JERUSALEM dal Carlo Felice di Genova, pazienza.
    Portiamo nelle case degli italiani anche questi Pagliacci ricalcati sulla splendida edizione romana di Zeffirelli di tanti anni fa con Giuseppe Giacomini e la giovane Gasdia che, a differenza di questa inutile Nedda, era una donna vera, palpitante, emozionante. La russa scaligera, pur dotata di sana vocalit, non stata in grado di dire e dare nulla. Canio – lasciamo i nomi dei peccatori nel cassetto – stato commovente e angosciante perch si vista la sua paura e la sua coscienza di essere ormai privo del “canto” e quindi costretto a salvarsi recitando. Cos abbiamo assistito alla fatica di un artista che per ha perso pennelli e colori. Ambrogio Maestri, se toglieva le mani di tasca, mentre cantava, non avrebbe fatto male e la regia avrebbe potuto, in 6 settimane, aiutarlo a inventarsi una gestualit piu’ variegata. Lo hanno accusato di monotonia nel canto, mentre invece vocalmente stato apprezzabile. Ottimo Celso Albelo in Arlecchino, magnifico il coro, senza slanci l’orchestra condotta da un altro finto direttore del quale dovranno spiegarci perch sta emergendo, senza averne meriti.
    Non vogliamo infierire sulla presentazione con interviste prima dopo e durante lo spettacolo: tutto edulcorato e falso, a parte alcune notizie storiche opportune, per vendere un prodotto mediocre come fosse oro a 18 carati.Terribile l’intervista alla presuntuosa Dyka che ha…detto: finalmente vedrete una Nedda nuova, forte come mai s’era vista prima, alla faccia delle Clara Petrella, Mauti Nunziata, Mafalda Favero, Raina Kabaiwanska, Marcella Reale, Mietta Sighele, Cecilia Gasdia…. e anche, in disco, Maria Callas, tutte artiste alle quali Dyka quel che Dyka non pu spolverare neppure le scarpe.
    Cavalleria aveva un grande merito: averci riportato Elena Zilio. Splendida Mamma Lucia.
    Brava e bella Lola, intensa e in ruolo la D’Intino, molto bravo ed espressivo Sgura, decoroso Turiddu ma senza ali, impegnato il coro, senza energie e tanto meno sogni da vendere l’orchestra che non stata applaudita neppure dopo l’intermezzo.
    La regia stata “povera” dall’inizio, con l’immonda idea del postribolo, alla Santa Messa celebrata alle spalle dei cantanti. Belli solo i due Crocefissi che almeno, cacciati dalle aule scolastiche, si sono presi la rivincita di apparire in teatro e dominare giustamente una vicenda che si svolge a Pasqua, alla faccia di eretici, miscredenti, atei, laici e islamici di turno. Bello il finale con una Santuzza nuova, che se ne va convinta di aver ricevuto la propria vendetta ed aver vinto la sfida con una societ di farisei.
    Splendide, straordinarie, ricche di magia le luci
    Il pubblico, tranne i soliti addomesticati delle “prime”, ha espresso dissensi adeguati.
    Nonostante tutto…trasmettate, trasmettete, trasmettete tutto !

    Daniele Rubboli

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