Die Walkure

Posted by on July 1, 2020

https://metoperafree.brightcove.services/?videoId=6173674969001 Conductor Philippe Jordan Regia Robert Lepage Associate director Neilson Vignola Set designer Carl Fillion Costume designer François St-Aubin Lighting designer Etienne Boucher Video image artist Boris Firquet Revival stage directors Gina Lapinski J. Knighten Smit Siegmund Stuart Skelton Sieglinde Eva-Maria Westbroek Hunding Günther Groissböck Wotan Greer Grimsley Brünnhilde Christine Goerke Frick a Jamie Barton

https://metoperafree.brightcove.services/?videoId=6173674969001

Conductor
Philippe Jordan

Regia
Robert Lepage

Associate director
Neilson Vignola

Set designer
Carl Fillion

Costume designer
François St-Aubin

Lighting designer
Etienne Boucher

Video image artist
Boris Firquet

Revival stage directors
Gina Lapinski
J. Knighten Smit

Siegmund
Stuart Skelton

Sieglinde
Eva-Maria Westbroek

Hunding
Günther Groissböck

Wotan
Greer Grimsley

Brünnhilde
Christine Goerke

Frick a
Jamie Barton

Gerhilde
Kelly Cae Hogan

Helmwige
Jessica Faselt

Waltraute
Renée Tatum

Schwertleite
Daryl Freedman

Ortlinde
Wendy Bryn Harmer

Siegrune
Eve Gigliotti

Grimgerde
Maya Lahyani

Rossweisse
Mary Phillips

 April 8, 1989

Jessye Norman

Regia Otto Schenk

 Conductor James Levine

http://www.cetv-online.it/demand.php?id=93

Direttore Juraj Valčuha
Regia Federico Tiezzi
Regista per la ripresa Francesco Torrigiani
Scene Giulio Paolini
Costumi Giovanna Buzzi
Assistente ai Costumi Maria Antonietta Lucarelli
Luci Gianni Pollini

Siegmund
Robert Dean Smith (11, 16 e 18 Maggio)
Magnus Vigilius (12 e 17 Maggio)

Hunding
Liang Li (11, 16 e 18 Maggio)
Runi Brattaberg (12 e 17 Maggio)

Wotan
Egils Silins (11, 16 e 18 Maggio)
Tomas Tomasson (12 e 17 Maggio)

Sieglinde
Manuela Uhl (11, 16 e 18 Maggio)
Barbara Haveman (12 e 17 Maggio)

Brünnhilde
Irene Theorin (11, 16 e 18 Maggio)
Lise Lindstrom (12 e 17 Maggio)

Fricka
Ekaterina Gubanova (11, 12, 16 e 18 Maggio)
Ursula Hesse von den Steinen (17 Maggio)

Gerhild
Raffaela Lintl

Helmvige
Robyn Allegra Parton

Ortlinde
Pia-Marie Nilsson

Waltraute
Ursula Hesse von den Steinen

Rossweisse
Alexandra Ionis

Seigrune
Ivonne Fuchs

Grimgerde
Niina Keitel

Schwertleite
Julia Gertseva

Orchestra del Teatro di San Carlo

Produzione del Teatro di San Carlo
Premio Abbiati 2006 per le scene di Giulio Paolini e i costumi di Giovanna Buzzi

Pubblicato da Elio Crociani su Giovedì 24 gennaio 2013

5 comments on “Die Walkure

  1. Emily

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  2. admin

    Die Walkure nel successo di Zubin Mehta.

    Ha un fascino innegabile La Walkiria che la bacchetta prestigiosa di Zubin Mehta ,sullorganico orchestrale del Maggio Fiorentino, percorre animata da unefficacia discorsiva incredibile offrendo una visione di grande respiro della complessa partitura wagneriana, dove un colore smagliante fatto di slanci vigorosi e vibranti accensioni si intreccia alle finezze timbriche ricercate nello struggente lirismo intimo cogliendone la ricchezza, la musicalit e la fantasia rarefatta nei dettagli e nella prospettiva dinsieme. Ed innegabile il fascino di Zubin Mehta che con un gesto ricco di affettuosit condivide con lintera orchestra il successo clamoroso che il pubblico gli tributa al termine dello spettacolo sul palcoscenico del Teatro Comunale di Firenze, in apertura della stagione 2013 che omaggia il bicentenario della nascita di Wagner. Sono momenti bellissimi che suggellano una serata di grande musica concertata fin dal primo atto col virtuosismo comunicativo di chi sa cogliere magicamente lattenzione del pubblico: dai lati pi intimistici e lirici di Siegmund e Sieglinde, i due fratelli velsunghi divenuti amanti (del resto lincesto non un tema cos inconsueto in Wagner), al travolgente finale che li vede percorsi da un amore struggente, fino alla tenerezza dellincantesimo, e ancora la trascinante esplosiva cavalcata delle walkirie, uno dei punti chiave dellopera riconosciuta fra le pi complete, composta da Wagner, come la leggenda vuole, mentre lautore era intento alla lettura della Divina Commedia. Una lettura di matrice dantesca che non a caso la si riscopre nellannunciata morte di Brunnhilde a Siegmund. Firenze ripropone la famosa edizione 2007 del Maggio in coproduzione col Palau de les Arts Reina Sofia di Valencia che affid la parte visiva dello spettacolo a La Fura dels Baus,il gruppo teatrale catalano divenuto celebre in tutto il mondo per le fantasiose messe in scena avanguardistiche. Oggi Alejandro Stadler riprende quella che fu opera del regista Carlus Padrissa rispettandone limmaginario moderno di grande fascino nel gioco di immagini avveniristiche ed emozionanti di straordinaria forza evocativa che, nel magico albero della vita raccontato nelle varie declinazioni rappresentative, danno la cifra esatta della forza psicologica dellintera vicenda e dei suoi protagonisti. E un albero che si anima trasformandosi in lupo, il cui sguardo magnetico avvince nel racconto concitato e pauroso della fuga che Siegmund fa a Sieglinde, per poi mutare la propria natura in un inno alla primavera quando la sua corteccia sar composta dai nomi dei due amanti nel momento culminante della passione. Ma se la Fura sfrutta percorsi gi noti nelle successive videate di virtuali tempeste di meteoriti, anche vero che coglie momenti di grande teatralit nel tema plumbeo del destino quando un groviglio di corpi degli eroi caduti e trasportati nel Walhalla scandisce il tempo della morte sulle note della celebre Cavalcata delle walkirie, e nella scena finale quando Brunnhilde viene circondata da un cerchio di fuoco. Pi meccanica invece limmagine delle walkirie che volano, planando sulla buca dellorchestra, grazie alle gr azionate dai grueros della Fura. La Cavalcata comunque una grandiosa elaborazione del tema della Walkiria in un fantasmagorico affresco orchestrale che la bacchetta di Mehta suggella con impressionante vitalit per limpatto e il ritmo martellante. Ma altrettanto suggestiva latmosfera quasi irreale che permea con sottile poesia il quadro drammatico in cui Brunnhilde cade nel sonno per opera del padre Wotan, sfumato in un accordo pianissimo. Fra tutte le vocalit femminili primeggia quella di Elena Pankratova per le bellissime note sensuali che la tessitura wagneriana sollecita spesso nel registro grave. E una Sieglinde storica per il timbro pieno, ricco di sfumature e di intensit espressive nel duetto con Torsten Kerl, un Siegmund leggermente al di sotto delle aspettative, comunque moderno nel fraseggio analitico e dotato di una comunicativa intelligente. Brava Jennifer Wilson nellillustrare lintenso ruolo di Brunnhilde per il timbro e la potenza vocale, e la grande esperienza artistica, anche se la fisicit eccessiva non le facilita larduo compito di esprimere al meglio una Walkiria di valenza espressiva. Juha Uusitalo un Wotan dalla solida linea vocale ma privo dello spessore drammatico necessario per uninterpretazione tormentata, comunque ammirevole la presenza autoritaria di questa figura centrale. Lo struggente addio che fa a Brunnhilde uno dei momenti pi elevati. Stephen Milling un discreto Hunding. Decisamente priva di autorevolezza la Fricka di Daniela Denschlag, svuotata delle modulazioni insinuanti di un canto che le quasi indifferente.

    Decisamente un buon colpo docchio arriva dalle otto walkirie animate da una maestosit evidente: Bernadette Flaitz, Jacquelin Wagner, Pilar Vzquez, Maria Radner, Eugenia Bethencourt, Julia Rutigliano, Patrizia Scivoletto e Stefanie Iranyi.

    Firenze, gennaio 2013.
    Claudia Mambelli.

  3. Michele Donati

    TORNA A FIRENZE LA VALCHIRIA DELLA PREMIATA DITTA FURA-MEHTA

    Era attesissima come poche altre, nel bicentenario wagneriano, la ripresa a Firenze della Walkure firmata Fura dels Baus. Quando il geniale gruppo teatrale spagnolo present i primi pannelli della Tetralogia, nel 2007, si cap immediatamente di essere di fronte a unedizione di riferimento, almeno per quanto riguardava la componente visiva, del capolavoro pi controverso e complesso della storia operistica. Le sensazioni si fecero certezza con gli allestimenti successivi, e si confermano prepotentemente anche oggi, a distanza di quasi sei anni dallandata in scena di Das Reihngold. La Valchiria furera mantiene intatto il suo smalto fatto di poesia e tecnologia, e la ricetta di questo successo tanto semplice da individuare quanto ardua, per molti registi, da applicare: lo spettacolo tutto giocato su forti suggestioni emotive derivanti da uno sviluppo formale dellimmagine scenica di grandissimo impatto sia visivo che concettuale. In parole povere, ci che si vede sul palcoscenico , innanzitutto, fedele allidea originale dellautore, che non viene tradito ma servito con un linguaggio modernissimo, e, in secondo ma non meno importante luogo, coinvolge lo spettatore immergendolo allinterno dellazione. Un risultato eccellente e di portata capitale, per la difficolt dellimpresa e per la qualit elevatissima dellesito. Molti i momenti di pura poesia, fra laltro valorizzati dalla direzione davvero esaltante e ideale di Zubin Mehta, un grande in questo repertorio. Di una bellezza commovente il primo sguardo fra Siegmund e Sieglinde: listante in cui sboccia un amore destinato a diventare dolore. Nel suono del violoncello Mehta instilla come un lamento di lacerante malinconia: leffetto da pelle doca. Ma anche il monologo di Wotan, racconto lungo lungo e filosoficheggiante che bisogna saper rendere al meglio, scaturito dalla bacchetta a commentare la solitudine del dio con una tensione drammatica di imponente vigore. Il fraseggio di Zubin Mehta sempre di unaccuratezza spiazzante: lorchestra, sotto la sua guida, riesce ad esprimere una vasta gamma di colori e sentimenti. Nel caleidoscopio cui d vita c sempre spazio per i particolari pi smaglianti e reconditi, per affetti che vanno dal rosso fervore alla grigia depressione.
    A completare lidentikit di uno spettacolo di ottimo livello, la compagnia di canto, che non ha raggiunto punte di eccellenza come regia e direzione ma si comunque fatta valere, specialmente con Juha Uusitalo, un Wotan umano (per Nietzsche troppo umano, ma per i contemporanei assai toccante) e pensieroso. Il momento della confessione a Brunhilde forse il pi alto dellintero spettacolo anche grazie a lui. La sua prestazione non fra le migliori di sempre perch linizio sembra sottotono, la voce, forse non scaldata perfettamente, un po indurita, ma nota dopo nota acquista valore e alla fine si pienamente soddisfatti per il personaggio magistralmente tratteggiato. La coppia dei fratelli-amanti Siegmund e Sieglinde era rappresentata da Trsten Kerl e Elena Pankratova. Il primo parso come lanello debole della coppia, essendo dotato di una vocalit difficilmente raffinabile nei momenti pi delicati. Ne risultava cos un personaggio carente di lirismo perch troppo sbilanciato sul versante eroico: il Canto della Primavera perdeva la sua natura fondamentalmente intimista, come altre pagine d’abbandono amoroso, risolte con troppa tonitruanza. La Pankratova era invece una Sieglinde correttissima: gli acuti svettavano sonoramente, e i centri erano corposi. delicato il personaggio delineato. Jennifer Wilson tornava nel ruolo della protagonista Brunhilde. Limpressione che avesse regalato una prova migliore qualche anno fa: oggi il canto un po pi faticoso nel registro grave, bench si noti una certa facilit in quello acuto. Un ruolo cos difficile merita in ogni caso un equilibrio pi marcato, altrimenti il rischio quello di fornire una prestazione non lineare. Buono Stepehn Milling, Hunding cavernoso e istintivo, mentre male la Fricka di Daniela Denschlag, dallemissione invero macchinosa e, dunque, antiteatrale. Al termine della replica di domenica 20 gennaio grande successo di pubblico, accorso in buona percentuale anche da fuori per godersi uno degli spettacoli wagneriani pi belli degli ultimi anni.

    Michele Donati

  4. Attilia Tartagni

    UNA STREPITOSA VALCHIRIA APRE LA STAGIONE SCALIGERA.

    La Valchiria di Richard Wagner in diretta TV su RAI 5 un evento di portata storica che ha democratizzato un fenomeno di lite, la prima scaligera tradizionalmente riservata alle personalit e alla crema milanese, portandolo nei salotti delle famiglie italiane, quelle ovviamente disponibili a trascorrere quattro ore e mezzo incollate alla televisione seguendo le vicissitudini dei due fratelli incestuosi, degli dei litigiosi che sovraintendono al loro destino e di Brunilde, vergine guerriera che per aver disobbedito al padre dovr appartenere a un uomo e divenire terrena.. E unopera che per la trama, i personaggi, limpianto musicale, luso degli strumenti e perfino un certo stile di canto pu risultare lontana dal gusto italiano, ma anche vero che se ci si concentra nellascolto e ci si abbandona a questa musica manipolativa, non si pu fare a meno di seguirla fino allultima nota, anche con il telecomando in mano, proprio comera nelle intenzioni di Wagner quando cre questo teatro totale in cui parola, musica e dramma nascono come espressione di ununica idea creativa, dove ogni sillaba nasce come unicum con la nota corrispondente. Lunit stilistica, che gi implicita nellopera, stata impressa prioritariamente dal direttore Daniel Barenboim, poi dallalto livello interpretativo generale e da una regia originale di Guy Cassiers, artista visuale che ha modulato tecnologie digitali e illuminotecnica sul procedere degli eventi senza prevaricare la musica, fino alla famosa cavalcata delle Valchirie, un groviglio di corpi di cavalli animati da un continuo movimento dinamico che si sfarinava riproducendosi in continuazione in sintonia con lincedere travolgente della celeberrima galoppata musicale, vera esplosione energetica musicale. Negli intervalli, curati da Philippe DAverio, si sono sentiti commenti pi o meno frivoli, ma anche approfondimenti in grado di coinvolgere maggiormente lo spettatore nella dinamica del dramma. La trama, come lopera, articolata e complessa. Il primo atto dominato dallincontro fra i due fratelli gemelli Siegmund, reduce da strenue lotte, e Sieglinde, infelice sposa di Hunding. Lamore scoppia irrefrenabile fra i due, anche se sanno che trascorsa la notte durante la quale lospite sacro Hunding (il baritono John Tomlinson) dovr ucciderlo. Il soprano Waltraud Meier presta il bel viso espressivo e la voce duttile alla deriva sentimentale percorsa con determinazione fatale nellarco di una notte, fino a perdere lamante-fratello e ritrovarsi custode del figlio concepito con lui. Neanche consegnargli la spada nascosta nel frassino lasciata da Wotan sotto mentite spoglie servir a salvare Siegmund, interpretato da Simon ONeil con piglio sicuro e agilit tenorile temperamentosa, n lo salver il generoso intervento di Brunilde, perch sar Wotan stesso a spezzare la lama rendendolo inerme. Nel secondo atto vediamo come funziona il regno degli dei, inquinato da rivalit e miserie pi terrene che divine. Fricka, moglie di Wotan, interpretata dalla efficace Ekaterina Gubanova, lo convince a decretare la fine del figlio Siegmund concepito in uno dei tanti tradimenti con una mortale. Del resto anche le Valchirie sono figlie degli accoppiamenti clandestini di Wotan, impenetrabile come deve essere un Dio e contemporaneamente tormentato da conflitti, come rivela la sua faccia a doppia tinta. Lo interpreta in maniera egregia il baritono-basso Vitalij Kowaljow. Il soprano Nina Stemme semplicemente incantevole nel ruolo di Brunilde, vibrante, impetuosa, spaurita, orgogliosa, indomita: ogni sentimento passa sul bel viso non meno che attraverso quel magnifico dono che la sua voce multiforme. Per punizione addormentata dal padre e abbandonata al suo destino di mortale, viene circondata da stele di fuoco che soltanto un valoroso guerriero potr infrangere. I costumi molto scuri, pesanti, con enormi rigonfiamenti posteriori e rare allegoriche note di colore sono stati creati da Tim van Steenbergen. Come si compenetravano la casa dalle pareti di gelo del primo atto, la foresta digitalizzata del secondo e la pioggia di fuoco del terzo nel classico scenario del Teatro alla Scala? E impossibile riferirlo per lo spettatore-video. Certamente il pubblico non rimasto deluso, viste le ovazioni riservate allo staff dellopera e in particolare agli interpreti. Chi ha seguito lopera in televisione o al cinema , pu attestare che sullo schermo risultavano perfette e la magistrale esecuzione dellorchestra della Scala di Milano diretta da Barmboim ha completato laffresco musicale dedicato a Wagner a centoquaranta anni dalla prima rappresentazione avvenuta a Monaco nel giugno 1870. L’opera fa parte della Tetrologia dell’Anello del Nibelungo scritta fra il 1851 e il 1856 su commissione di Ludwig II re di Baviera, forse lopera pi conosciuta del compositore nato nel 1813 esattamente come GiuseppeVerdi con cui in qualche modo ebbe sempre a confrontarsi. Infine un commento di stampo femminile. A dispetto delle inverosimili situazioni legate alla cultura nordica, i personaggi femminili sono di straordinaria verit psicologica. Vengono delineate con una precisione quasi maniacale le figure di Siegfriede nel rapporto con il marito e con il fratello-amante, e di Brunilde nel passeggero confronto con Sigfried e poi nel rapporto con il padre, centellinato fino ai pi intimi pensieri. Sorprendenti le figure delle Walkirie, creature che nella mitologia nordica accompagnano nel Walhalla le anime degli eroi. Nella poetica musicale di Wagner, assai lontana da quella verdiana, c posto dunque per un sentire al femminile, ampiamente sviscerato da questa opera.

    Attilia Tartagni 8.12.2010

  5. admin

    Bayreuther Festspiele: DIE WALKRE am 9.8.2010. Zweiter Durchlauf von Wagners “Ring”.

    In der letzten Walkre Dorst/Thielemann sind glcklicherweise positive Entwicklungen zu verzeichnen. Die Regie hat sich besonders im dritten Aufzug merklich gelockert, bereits im zweiten wird es mit der Todesverkndung fr Siegmund gelster.

    Durch die widrigen Wetterverhltnisse sind aber besonders die Snger beeintrchtigt, was man in Rechnung stellen muss. Darunter knnte besonders die Wlsungen-Episode gelitten haben, die zwar mit dem
    Gesangsgenie Johan Botha (neu) besetzt, aber an Steifheit in der musikdramatischen Gestaltung kaum zu berbieten war.

    Christian Thielemann legte hier ein relativ uninspiriertes Dirigat vor. Nur der polternde und manchmal durch Manieriertheiten auffallende Bass Kwangchul Youn/Hunding konnte mit seinen Einwrfen das Geschehen etwas auflockern, und die Sieglinde Edith Haller hatte mit ihrem schnen, glasklar facettenreichen Sopran bei ihrem Debut gewisse Probleme regielicher Art, um in ‘ihrem’ Akt zusammen mit Botha wirklich Fahrt aufnehmen zu knnen. Einige nette Paar-Posen sind hier einfach zu wenig. Auch der Frhlings-Einbruch verbleibt somit eher matt, und
    das Grande Finale des “Liebesausbruchs” des Zwillingspaares wird verschenkt, indem die beiden in einfacher Umarmung vorschnell abgehen.

    Diese gesamte psychologische Konstellation knnen Thielemann und das Orchester allein nicht adquat wiedergeben.

    Das relativ schnelle Einknicken Wotans auf dem Gtterhgel wird von Fricka Mihoko Fujimara quittiert, indem sie sich buchlings in einem an schwarze Nonnenkluft gemahnenden Outfit nach dem Versuch niederwirft, ihrer Stimme einen ironischen Beiklang beizumischen – was einigermaen gelingt. Danach wird sie von ihren gehrnten Schafswrtern wieder von der Bhne begleitet.

    Auch in der Szene der Todesverkndung verbleibt der etwas schauerliche Hintergrund mit verfallenen Grabmlern und Statuen. Die Szene kann gefallen, da hier Botha nochmal tenoral mit butterweichem Timbre zulegt und Brnnhilde Linda Watson im Vergleich mit vor 2 Jahren um drei Klassen stimmlich verbessert erscheint. Es ergibt sich ein ‘dialektischer’ Zwiegesang, der Brnnhilde weiblich und liebesfhig erscheinen lsst, indem sie die Loskiesung gegen Siegmund rckgngig macht.
    Wenn man sich bei der Walkrenszene an das dominierende Zinnoberrot der Walkren gewhnt hat, kann man dem Walkren-Ritt, auch wenn er in eher langsamer Thielemann’scher Manier vonstatten geht, allerhand abgewinnen. Philipp Schlmanns geradezu gigantische rechteckige Felsenschlucht ermglicht den acht jungen Frauen, die alle ber blendend disponierte, guttimbrierte jugendlich- dramatische Stimmen verfgen, in einer unaufdringlichen spannend tnzerischen Regie das eigene Sammeln und Einfahren der gefallenen Helden, den improvisierten Schutz Brnnhildes vor Wotan und ihr Wehgeschrei fulminant ins Werk zu setzen. Mit ihrem herrlichen Schlussgesang verabschiedet sich Sieglinde/E.Haller von ihnen.
    In einer emblematischen Steigerung besiegeln Albert Dohmen und Linda Watson das Walkren-Schicksal.
    Es erweist sich, dass dem langjhrigen Wotan die tief gelegenen Stellen der Partie, die seine lange traumartige Erzhlung dominieren, viel besser liegen, kann er doch hier auch eine smarte Diktion entwickeln, die von Watson immer schlagfertig kommentiert wird und die ihn zuletzt, hingerissen von der eigenen Tochter (“Du khnes, herrliches Kind”), deren Begnadigung (Errichtung eines Feuerwalls) zustimmen lsst. Dieser weitet sich zu einer Feuerorgie der ganzen Felsschlucht aus und lsst den feierlich getragenen musikalischen Ausklang von Thielemanns Orchester vllig korrekt erscheinen.

    Friedeon Rosn

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